Si può cedere l’azienda quando si è in attesa di una sentenza della magistratura?

Questo è un caso particolare di cessione d’azienda. In linea teorica fino a quando non è stato dichiarato il Fallimento l’azienda è cedibile.

Qui si tratta di capire che tipo di giudizio deve essere emesso dalla magistratura competente in materia.

Fino a quando la magistratura non si pronuncia al riguardo di un eventuale Liquidazione Giudiziale ( Fallimento ) la società in linea teorica è cedibile. Nel caso invece in cui la società venga dichiarata fallita l’azienda non è più cedibile.

Quindi nel caso in cui l’imprenditore ceda una società prima del suo fallimento, o in caso in cui il trasferimento dimostri alcune irregolarità, la cessione potrebbe anche essere annullata dalla magistratura con un provvedimento apposito.

In tal caso si parla anche di annullamento del contratto di cessione d’azienda.

Esempio – Cessione ramo d’azienda annullata: ai dipendenti soldi sia dal cedente che dal cessionario

In caso di annullamento del trasferimento d’azienda da parte del giudice, il datore di lavoro che non ripristina il rapporto nonostante l’intervenuta messa in mora dei dipendenti dovrà retribuire questi ultimi, in quanto la mancata prestazione è addebitabile all’impresa e l’obbligazione pecuniaria in capo al cedente non è estinta con il pagamento da parte del cessionario degli stipendi ai lavoratori trasferiti.

È quanto ha statuito la Corte di Cassazione con la Sentenza n. 26759 del 21 ottobre, secondo la quale nel trasferimento del ramo d’azienda la continuità si ha solo qualora il rapporto di lavoro rimanga unico. Nel caso di specie, dunque, non si applica la compensatio lucri cum damno

Nel caso la società sia sulla strada del fallimento, dobbiamo comunque considerare il fatto che quando un’azienda non riesce più a rimborsare i suoi debiti, l’amministratore è costretto ad andare davanti al giudice per avviare una procedura fallimentare.

Può succedere anche che questa procedura sia provocata direttamente da un creditore per mezzo di una procedura di esecuzione. Nei due casi, il fallimento ha conseguenze rilevanti per l’imprenditore, i suoi dipendenti e i creditori, che si tratti di donatori, fornitori o clienti.

Nel caso ini cui l’azienda venga dichiarata Fallita, viene nominato un curatore fallimentare che gestirà l’azienda e l’accompagnerà al pagamento dei debiti dell’azienda alla chiusura della stessa.

Caro imprenditore considera sempre che prima di arrivare al fallimento e alle sue conseguenze dal punto di vista penale, ci possono essere molte cose che si possono fare per ristrutturare l’azienda e riportarla sul mercato.

Il più delle volte basta un periodo di gestione diversa con risorse migliori per far  ritornare l’azienda ad avere utili e ritorni economici

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