Le teorie economiche del commercio con i paesi internazionali risalgono a Ricardo, il quale formulò la teoria dei costi comparati con la quale ha spiegato che fra due Paesi esiste una reale convenienza nell’effettuare scambi se esiste un divario fra il rapporto dei costi delle due merci nel primo Paese e il rapporto dei costi nel secondo paese.

Ogni Paese è libero di adottare diverse soluzioni politiche ed economiche nell’ambito degli scambi internazionali.

Possiamo avere:

  • Autarchia: si limita a teorizzare l’autonomia di un Paese rispetto agli altri.
  • Liberismo: prevede la libertà assoluta degli scambi, interni od esterni.
  • Protezionismo: limita le importazioni mediante delle tariffe protettive.

Per quanto riguarda l’Italia e gli altri Paesi della comunità europea, le operazioni si possono distinguere in:

  • importazioni: acquisti, di merci da Paesi non appartenenti alla com. europea.
  • esportazioni: vendita di merci a Paesi non appartenenti alla com. europea.
  • acquisti intracomunitari: acquisti da Paesi appartenenti alla com. europea.
  • cessioni intracomunitarie: vendite a Paesi appartenenti alla com. europea.

All’interno della Comunità Europea è stato ampiamente liberalizzato il commercio, grazie alla caduta delle frontiere nel gennaio 1993. Le dogane sono rimaste attive solamente per le merci provenienti da Paesi non appartenenti all’Europa.

Per diversi problemi e rischi in caso di controversie, sui contratti di compravendita è necessario specificare la quantità. la qualità della merce e tempi e luoghi di consegna. Per questo aspetto si utilizzano delle clausole internazionali chiamate Incoterms.