Le cambiali sono titoli di credito che contengono una “promessa” (pagherò) o un “ordine condizionato” (tratta) di pagamento di una determinata somma ad una precisa scadenza.

La funzione della cambiale è quella di “credito” al compratore tutelando nello stesso momento il venditore, essendo un titolo esecutivo.

I titoli di credito si classificano in “propriamente detti” nel caso di assegni e cambiali, titoli di credito di massa in caso di obbligazioni e azioni, titoli di credito rappresentativi di merci (polizze, fede di deposito).

Nella promessa di pagamento, vengono sempre specificati due soggetti, ossia l’emittente e il beneficiario.

Nell’ordine condizionato, invece, possiamo avere: beneficiario e trattario oppure potrebbero anche essere tre, cioè traente, trattario e beneficiario.

La scadenza di una cambiale può essere:

  • a giorno fisso
  • a vista
  • ad un determinato tempo e data
  • a un determinato tempo a vista

La cambiale può essere, essendo un titolo di credito, trasferibile mediante quello che in gergo viene chiamato “girata”.

Non dimentichiamoci poi dell’avallo, che rappresenta una garanzia data a terzi… di conseguenza l’avallante diviene un co-obbligato. In caso di un mancato pagamento l’ultimo giratario può richiedere di avviare un’ingiunzione di protesto a un ufficiale giudiziario.

In questo caso, il nome del protestato compare sull’archivio informatico dei protesti gestito dalla Camera di commercio. Chi ha richiesto il protesto può anche esercitare l’azione esecutiva e procedere al recupero crediti contro gli obbligati di regresso o nei confronti dell’obbligato principale. In entrambi i casi le fasi del recupero crediti sono 3: precetto, pignoramento beni, vendita dei beni all’asta.