Accordo 182-bis Fuori Tribunale: Come Evitare la Procedura Concorsuale

26 Marzo 2026

← Ristrutturazione Debiti Bancari 2026 Accordo di Ristrutturazione (ex Art. 182-bis)

Il piano di rientro bilaterale con la banca è stato rifiutato — o è insufficiente perché il problema coinvolge più creditori. Il concordato preventivo è troppo invasivo e troppo pubblicizzato. Tra questi due estremi esiste uno strumento potente e ancora poco conosciuto dalle PMI: l'accordo di ristrutturazione dei debiti. Vincola anche i creditori che non hanno firmato, protegge l'impresa durante le trattative e lascia il management al suo posto. Questa guida spiega come funziona nel 2026.

⚖️ Accordo Ristrutturazione Debiti — Art. 57 CCII — Guida 2026

Indice

Lo Strumento che Ristruttura il Debito con il 60% dei Creditori — e Vincola Anche il 40% Restante

L'accordo di ristrutturazione dei debiti (già “182-bis”, oggi art. 57 del Codice della Crisi d'Impresa) permette all'impresa di negoziare con i propri creditori finanziari e, dopo l'omologazione del Tribunale, di rendere vincolanti le condizioni negoziate per tutti — compresi quelli che non hanno aderito. Durante le trattative, il Tribunale sospende le azioni esecutive. Il management rimane operativo.

60% dei creditori finanziari necessari per l'accordo ordinario (per valore)
30% soglia minima nella versione “agevolata” — per imprese con debiti prevalentemente bancari
4-6 mesi timeline tipica dalla proposta all'omologazione del Tribunale
Art. 57 CCII (D.Lgs. 14/2019) — il riferimento normativo aggiornato al 2026

Fonti: D.Lgs. 14/2019 (CCII) artt. 57-64; Tribunale di Milano — prassi omologazione accordi ristrutturazione 2023-2025; CNDCEC — documento attestazione piani 2023; ABI — linee guida ristrutturazione crediti 2024.

Prima Domanda: Quando è lo Strumento Giusto?

L'accordo di ristrutturazione si colloca in uno spazio preciso nel panorama degli strumenti di gestione della crisi. Non è adatto a tutte le situazioni — ci sono casi in cui è troppo leggero e casi in cui è troppo pesante. Capire quando è la scelta giusta è il primo passo.

Accordo di Ristrutturazione — Sì

Condizioni favorevoli per l'utilizzo
  • Il piano di rientro bilaterale con la banca principale è stato rifiutato, ma l'impresa ha ancora un'attività operativa valida
  • Ci sono più creditori finanziari (banche, obbligazionisti, leasing) con cui negoziare — non solo uno
  • Almeno il 60% dei creditori finanziari per valore è disposto a trattare (o il 30% nella versione agevolata)
  • I creditori non finanziari (fornitori, fisco) vengono soddisfatti integralmente — non si taglia la loro quota
  • L'impresa ha bisogno di protezione dalle azioni esecutive durante le trattative
  • Si vuole mantenere la riservatezza — non rendere pubblica la crisi più del necessario
  • Il management vuole rimanere operativo e non cedere il controllo a commissari o curatori
⚠️

Valutare Altri Strumenti

L'accordo da solo potrebbe non bastare
  • ⚠️La crisi è ancora nelle fasi iniziali e le banche stanno ancora trattando — la Composizione Negoziata è più appropriata
  • ⚠️Anche i creditori commerciali (fornitori) devono accettare riduzioni — in quel caso serve il concordato preventivo
  • ⚠️Non si riesce a raggiungere nemmeno il 30% dei creditori disposti ad aderire — la crisi è troppo avanzata
  • ⚠️L'impresa è già insolvente in modo irreversibile e non c'è piano industriale credibile a supporto
  • ⚠️C'è un solo creditore principale — in quel caso basta un accordo bilaterale con protezione CCII (composizione negoziata)
  • ⚠️L'impresa ha già procedure esecutive avanzate con pignoramenti e non ha tempo per le trattative

🔗 Il Posizionamento nel Panorama CCII — Dove si Colloca questo Strumento

L'accordo di ristrutturazione è uno dei quattro strumenti principali del Codice della Crisi d'Impresa. Va da meno a più invasivo: Composizione Negoziata (assistita, extragiudiziale) → Piano Attestato di Risanamento (contrattuale, no tribunale) → Accordo di Ristrutturazione art. 57 (contrattuale + omologazione tribunale) → Concordato Preventivo (procedura concorsuale piena). Per una visione completa del panorama: Composizione Negoziata della Crisi d'Impresa — Guida Completa →

La Transizione Normativa: dal 182-bis all'Art. 57 CCII

📋 La Legge che È Cambiata — ma Sostanza Simile

Abrogato dal 15 luglio 2022

Art. 182-bis Legge Fallimentare (R.D. 267/1942)

La vecchia “Legge Fallimentare” prevedeva all'art. 182-bis l'accordo di ristrutturazione dei debiti come alternativa al concordato preventivo. Introdotto nel 2005, era già uno strumento efficace ma con meno flessibilità rispetto alla versione attuale.

Ancora cercato: molti professionisti e imprenditori cercano ancora “accordo 182-bis” — è il nome storico che permane nella prassi. L'istituto esiste ancora nella sostanza, solo sotto un nome normativo diverso.

✅ In vigore dal 15 luglio 2022

Artt. 57-64 D.Lgs. 14/2019 (CCII)

Il Codice della Crisi d'Impresa ha assorbito e migliorato il 182-bis. L'accordo di ristrutturazione è ora disciplinato dagli artt. 57-64 del CCII con alcune novità significative: tre varianti distinte (ordinario, agevolato, ad efficacia estesa), misure protettive più flessibili e collegamento esplicito con la composizione negoziata.

Il Decreto Correttivo (D.Lgs. 136/2024) ha ulteriormente affinato alcuni aspetti procedurali. La sostanza dell'istituto — accordo con almeno il 60% dei creditori + omologazione tribunale — è rimasta invariata.

In questa guida useremo indifferentemente “accordo 182-bis” (per chi cerca il termine storico) e “accordo art. 57 CCII” (il riferimento normativo corretto nel 2026). Sono la stessa cosa.

Le 3 Varianti dell'Accordo: Quale Scegliere

Il CCII ha introdotto tre varianti dello stesso strumento con soglie e condizioni diverse. La scelta dipende dalla composizione della base creditoria e dal grado di ristrutturazione necessario.

📋

Accordo Ordinario

La versione standard — art. 57 CCII
Soglia60% dei creditori finanziari per valore
Creditori non aderentiDevono essere soddisfatti integralmente entro i termini originali o entro 120 giorni dall'omologazione
Effetto cram-downVincola anche i creditori che non hanno firmato — nella misura in cui le loro ragioni sono protette
Adatto perRistrutturazione del debito finanziario con moltiplicità di banche — i fornitori vengono pagati per intero
Il più usato nella prassi PMI italiana
✂️

Accordo Agevolato

Soglia ridotta — art. 60 CCII
Soglia30% dei creditori finanziari per valore — accessibile a più imprese
Condizioni extraIl debitore non chiede misure protettive e non propone moratorie ai creditori non aderenti. Forma più “leggera” con meno protezioni ma anche meno requisiti
Creditori non aderentiPagamento integrale entro i termini originali — nessun sacrificio imposto
Adatto perImprese con debito prevalentemente concentrato su pochi istituti dove la maggioranza assoluta è già disposta ad aderire
Più rapido e meno oneroso — minori protezioni

Accordo ad Efficacia Estesa

Cram-down bancario — art. 61 CCII
Soglia75% dei creditori della categoria (es. banche) per valore
Effetto chiaveVincola anche i creditori della stessa categoria che non hanno aderito — anche alle riduzioni di credito, non solo alle moratorie
Differenza crucialeNell'accordo ordinario i non aderenti devono essere pagati integralmente; qui possono subire riduzioni se la maggioranza (75%) ha accettato
Adatto perRistrutturazione con haircut sul debito bancario — quando una minoranza di banche “ostili” blocca un accordo già approvato dalla maggioranza
Strumento più potente — usato per creditori recalcitranti

⚠️ Il Punto Critico: i Creditori Non Finanziari nell'Accordo Ordinario

Nell'accordo ordinario e in quello agevolato, i creditori che non aderiscono all'accordo (tipicamente fornitori, dipendenti, fisco, INPS) devono essere soddisfatti integralmente nei loro diritti — non possono subire riduzioni o dilazioni. Questo è il limite principale rispetto al concordato preventivo, dove si può proporre il pagamento parziale a tutti i creditori. Se l'impresa ha debiti fiscali o verso fornitori significativi che non può pagare integralmente, l'accordo di ristrutturazione ordinario non è sufficiente e bisogna valutare il concordato preventivo o la composizione negoziata della crisi.

I Requisiti dell'Accordo: Cosa Serve per Procedere

📋

Requisiti Formali e Sostanziali — Art. 57-58 CCII

🏢 Chi Può Accedervi

Qualsiasi imprenditore che esercita un'attività commerciale o agricola, in stato di crisi o insolvenza. Incluse le SRL, SPA, imprese individuali, cooperative. Non è limitato alle imprese che possono fallire — può accedervi anche chi non supera le soglie di fallibilità (ora “liquidazione giudiziale”).

📊 Il Piano di Risanamento

Deve esistere un piano economico e finanziario dettagliato che dimostri la fattibilità del risanamento — proiezioni di conto economico, cash flow prospettico, piano di rimborso dei debiti ristrutturati, con scenari realistici e conservativi. Il piano deve coprire almeno il periodo necessario per il rimborso.

👤 L'Attestatore Indipendente

Obbligatorio — un professionista indipendente (commercialista o revisore) che certifica la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano. L'attestazione è il documento che dà credibilità legale all'accordo davanti al Tribunale. Non può essere il commercialista abituale dell'impresa.

✍️ L'Accordo Firmato

Il testo dell'accordo deve essere firmato dai creditori aderenti che rappresentano almeno il 60% del totale debito finanziario (30% nell'agevolato, 75% nell'efficacia estesa). I creditori non aderenti devono essere soddisfatti integralmente nelle loro ragioni originali.

🏛️ Il Deposito al Tribunale

L'accordo con la relazione dell'attestatore viene depositato al Tribunale competente (luogo della sede principale dell'impresa) e pubblicato nel Registro delle Imprese. Da questa data decorrono gli effetti protettivi e inizia il periodo per le opposizioni dei creditori non aderenti.

⏱ Il Silenzio-Assenso

I creditori non aderenti possono opporsi all'omologazione entro 30 giorni dalla pubblicazione. Se non si oppongono (silenzio-assenso), il Tribunale procede all'omologazione se verifica i requisiti formali e la correttezza dell'attestazione. Le opposizioni sospendono temporaneamente il processo.

Nota pratica sul calcolo del 60%: la soglia si calcola sul debito finanziario totale per valore nominale al momento del deposito. Vengono inclusi nel computo tutti i creditori finanziari (banche, obbligazionisti, leasing finanziario, finanziamenti soci fruttiferi). Non vengono inclusi i creditori commerciali (fornitori) e i crediti tributari/previdenziali — questi devono essere soddisfatti integralmente, ma non contano ai fini della soglia del 60%.

Le Misure Protettive: lo Scudo Durante le Trattative

Uno dei vantaggi più importanti dell'accordo di ristrutturazione rispetto agli strumenti puramente extragiudiziali è la possibilità di ottenere dal Tribunale misure protettive che creano uno spazio sicuro per le trattative. Senza questo scudo, i creditori più aggressivi potrebbero avviare azioni esecutive mentre si negozia con quelli disponibili al dialogo.

🛡️ Misure Protettive Durante le Trattative — Art. 54-55 CCII

🔒 Sospensione delle Azioni Esecutive
Il Tribunale può sospendere per un periodo determinato (prorogabile) tutte le azioni esecutive individuali dei creditori — pignoramenti mobili e immobiliari, sequestri conservativi, espropriazioni. I creditori che hanno già avviato procedure esecutive non possono procedere durante il periodo di protezione.
🏦 Divieto di Revoca degli Affidamenti
Le misure protettive impediscono alle banche di revocare fidi e affidamenti bancari per effetto del mero deposito della domanda di accordo. Questo è cruciale: una banca che sapesse della procedura potrebbe tentare di revocare preventivamente — la misura protettiva lo impedisce.
📋 Sospensione dei Decreti Ingiuntivi
Le misure protettive possono coprire anche le procedure monitorie — decreti ingiuntivi richiesti o già ottenuti. Il giudice può sospendere la loro esecuzione per la durata delle trattative, impedendo che un singolo creditore acceleri il recupero forzoso mentre si negozia con gli altri.
🔄 Continuazione dei Contratti Essenziali
Durante le misure protettive, i contratti in corso non possono essere risolti unilateralmente dal contraente in ragione del mero avvio della procedura. Questo protegge le forniture, i contratti di locazione e gli altri contratti essenziali all'operatività dell'impresa.
💰 Prededucibilità della Nuova Finanza
I finanziamenti erogati in esecuzione dell'accordo omologato godono di prededuzione in un'eventuale successiva procedura concorsuale — cioè vengono pagati prima degli altri creditori. Questo incentiva le banche a erogare nuova liquidità nell'ambito del piano di risanamento.
Durata e Proroga
Le misure protettive durano di norma fino all'omologazione o al rigetto dell'accordo. Il Tribunale può prorogarle se le trattative sono in corso e vi è prospettiva di completamento. La durata massima non è fissa per legge — il giudice valuta caso per caso la proporzionalità.
Attenzione: le misure protettive non sono automatiche — vanno richieste al Tribunale con un'istanza separata, supportata da una motivazione sulla necessità della protezione per il buon esito delle trattative. Il Tribunale può concederle, modificarle o rifiutarle. In caso di rigetto, le trattative devono proseguire senza protezione — con tutti i rischi connessi. La qualità della documentazione a supporto della richiesta è determinante.

L'Attestatore: il Professionista che Dà Credibilità all'Accordo

🔍

L'Attestatore Indipendente — Chi È e Cosa Deve Fare

📋 Cosa Deve Attestare

1.Veridicità dei dati aziendali: che i dati di bilancio e le informazioni fornite al piano siano veritieri e completi
2.Fattibilità del piano: che il piano di risanamento sia realizzabile in concreto, con proiezioni finanziarie fondamentalmente attendibili
3.Idoneità dell'accordo: che l'accordo con i creditori aderenti sia idoneo ad assicurare il pagamento integrale dei creditori non aderenti nei termini previsti
4.Stato della crisi: che l'impresa si trovi effettivamente in stato di crisi o insolvenza come richiesto dalla norma per accedere alla procedura

👤 Chi Può Essere Attestatore

Commercialista iscritto all'albo professionale
Revisore legale iscritto nel registro MEF
NON può essere il commercialista abituale dell'impresa nei 5 anni precedenti
NON può avere rapporti economici o personali significativi con l'imprenditore o i soci
Deve avere esperienza specifica in ristrutturazioni aziendali — non basta la qualifica formale
!La reputazione dell'attestatore influenza significativamente la credibilità dell'accordo presso i creditori e il Tribunale
Perché l'attestatore è determinante: l'attestazione non è una formalità burocratica — è il documento su cui si basa la decisione di omologazione del Tribunale e, in misura rilevante, la decisione dei creditori di aderire. Un attestatore con esperienza riconosciuta e reputazione solida aumenta significativamente il tasso di adesione dei creditori finanziari (che sanno che il piano è stato validato da qualcuno di affidabile) e riduce il rischio di opposizioni in sede di omologazione. La scelta dell'attestatore dovrebbe essere concordata con i creditori principali già nella fase di negoziazione.

Il Processo dall'Inizio all'Omologazione: la Timeline Tipica

1
Fase 1 — Preparazione (4-8 settimane)
Diagnosi Finanziaria e Costruzione del Piano Preparazione
Analisi approfondita della situazione debitoria totale, del cash flow storico e prospettico, identificazione dei creditori finanziari e del loro peso relativo. Costruzione del piano di risanamento con proiezioni a 3-5 anni. Scelta e ingaggio dell'attestatore indipendente. In questa fase si determina anche quale delle tre varianti dell'accordo è più adatta alla composizione della base creditoria.
⏱ Tipicamente 4-8 settimane — dipende dalla complessità della struttura debitoria
2
Fase 2 — Negoziazione Informale (4-12 settimane)
Trattativa con i Creditori Aderenti Pre-accordo
Presentazione del piano ai principali creditori finanziari in via informale e riservata. Negoziazione delle condizioni dell'accordo — haircut, moratorie, allungamento delle scadenze, riduzione degli interessi. Raccolta delle adesioni scritte fino al raggiungimento della soglia del 60% (o 30%/75% secondo la variante). Questa è la fase più delicata e quella in cui si forma il consenso necessario per procedere.
⏱ Tipicamente 4-12 settimane — più banche coinvolte, più lungo il processo
3
Fase 3 — Attestazione (2-4 settimane)
Relazione dell'Attestatore Documentazione
L'attestatore riceve il piano definitivo, l'accordo con le firme dei creditori aderenti e tutta la documentazione di supporto. Svolge la sua analisi indipendente — verifica la veridicità dei dati, valuta la fattibilità del piano, analizza la capienza per i creditori non aderenti. Redige la relazione di attestazione. È il passaggio che dà fondamento giuridico all'accordo davanti al Tribunale.
⏱ Tipicamente 2-4 settimane per un piano di media complessità
4
Fase 4 — Deposito e Pubblicazione (1 settimana)
Deposito al Tribunale e Registro Imprese Tribunale
Il ricorso per l'omologazione, l'accordo firmato, la relazione dell'attestatore e la documentazione a supporto vengono depositati al Tribunale competente. L'accordo viene contestualmente pubblicato nel Registro delle Imprese — da questo momento inizia a decorrere il termine di 30 giorni per le eventuali opposizioni dei creditori non aderenti. Le misure protettive (se richieste) entrano in vigore dalla pubblicazione.
⏱ 1-3 giorni lavorativi per la pubblicazione dal deposito
5
Fase 5 — Opposizioni e Udienza (4-8 settimane)
Gestione delle Opposizioni e Udienza di Omologazione Tribunale
Nel periodo di 30 giorni dalla pubblicazione, i creditori non aderenti possono presentare opposizione. Le opposizioni più comuni riguardano la contestazione del calcolo degli importi dovuti o la messa in discussione della correttezza dell'attestazione. Il Tribunale fissa un'udienza dove le parti si confrontano. Se non ci sono opposizioni, il Tribunale può omologare senza udienza o con udienza semplificata.
⏱ 4-8 settimane — dipende dal carico del Tribunale e dalla presenza di opposizioni
6
Fase 6 — Omologazione ed Esecuzione
Decreto di Omologazione e Avvio del Piano Completamento
Il Tribunale emette il decreto di omologazione verificando: la regolarità formale, il raggiungimento della soglia, la correttezza dell'attestazione, l'assenza di motivi ostativi per i creditori non aderenti. Con l'omologazione, l'accordo diventa vincolante per tutti i creditori — anche quelli che non hanno firmato. L'impresa avvia l'esecuzione del piano di risanamento secondo le condizioni concordate.
⏱ Il decreto è immediatamente esecutivo ma soggetto a reclamo entro 30 giorni

📅 Timeline Complessiva Realistica

Sommando le fasi, una procedura di accordo di ristrutturazione tipica richiede 4-6 mesi dalla decisione di avviarla all'omologazione. I casi più complessi (molte banche, opposizioni) possono arrivare a 8-10 mesi. È uno strumento significativamente più rapido del concordato preventivo (12-24 mesi nella versione piena) ma richiede comunque pianificazione anticipata. Il momento giusto per avviarlo è quando ci sono ancora risorse e tempo — non quando le esecuzioni sono già in corso avanzato.

Gli Effetti dopo l'Omologazione: Cosa Cambia

✅ Accordo Vincolante per Tutti

L'omologazione rende l'accordo vincolante non solo per i firmatari ma per tutti i creditori compresi nella stessa categoria di quelli aderenti. Chi non ha firmato non può agire in modo incompatibile con le condizioni dell'accordo.

I creditori non aderenti mantengono il diritto al pagamento integrale nei termini previsti — ma non possono pretendere condizioni migliori rispetto a quelle dell'accordo.

✅ Revocatoria Bloccata

Gli atti, i pagamenti e le garanzie concesse in esecuzione dell'accordo omologato non sono soggetti ad azione revocatoria in un'eventuale successiva procedura concorsuale. Questo protegge sia l'impresa sia i creditori aderenti dalle “contestazioni retroattive”.

La prededucibilità della nuova finanza erogata nell'ambito del piano è garantita — incentiva i creditori a finanziare il rilancio.

✅ Esenzione da Reati Fallimentari

I pagamenti e le operazioni compiute in esecuzione del piano attestato non costituiscono bancarotta preferenziale o semplice, salvo dolo. Questa protezione copre anche gli amministratori che hanno compiuto gli atti in buona fede nell'ambito dell'accordo.

✅ Continuità Operativa

A differenza del concordato, l'accordo di ristrutturazione non prevede la nomina di un commissario giudiziale — il management rimane al suo posto e continua a gestire l'impresa durante tutto il processo. Il controllo rimane agli imprenditori.

⚠️ Pubblicità e Stigma

La pubblicazione nel Registro delle Imprese rende la procedura pubblica e consultabile. Clienti, fornitori e concorrenti possono venire a conoscenza della situazione. Questo può creare tensioni commerciali — va gestito con una comunicazione proattiva verso le controparti chiave.

⚠️ Inadempimento all'Accordo

Se l'impresa non rispetta le condizioni dell'accordo omologato, i creditori possono richiedere la risoluzione dell'accordo al Tribunale. La risoluzione comporta il venir meno delle protezioni — i creditori riacquistano la libertà di agire individualmente per il recupero dei loro crediti.

Confronto con gli Altri Strumenti CCII

La scelta tra gli strumenti di gestione della crisi dipende dalla gravità della situazione, dalla composizione della base creditoria e dagli obiettivi dell'imprenditore. Questa tabella fornisce un orientamento sintetico.

Strumento Riferimento CCII Soglia Creditori Creditori non aderenti Tribunale Visibilità Rapidità
Piano Attestato Art. 56 Nessuna Pagamento integrale o non coinvolti No Minima Molto rapido
Accordo Agevolato Art. 60 30% Pagamento integrale Omologazione Registro Imp. Rapido
Accordo Ordinario (ex 182-bis) Art. 57 60% Pagamento integrale entro 120 gg omologa Omologazione + misure protettive Registro Imp. 4-6 mesi
Accordo Efficacia Estesa Art. 61 75% di categoria Possono subire riduzioni se 75% accetta Omologazione Registro Imp. 4-7 mesi
Composizione Negoziata Art. 12 ss. Nessuna Non vincolati — trattativa volontaria Solo misure protettive CCIAA + eventuale Reg. Imp. Molto rapido
Concordato Preventivo Art. 84 ss. Maggioranza per classi Possono subire riduzioni Procedura piena + commissario Alta — GU e Registro 12-24+ mesi

Domande Frequenti

L'accordo di ristrutturazione si può usare anche per il debito fiscale?

Sì, con limitazioni. Il Codice della Crisi d'Impresa prevede che nell'accordo di ristrutturazione il trattamento del debito tributario (IVA, IRES, IRAP) e contributivo (INPS, INAIL) segua regole speciali. In linea generale, nell'accordo ordinario i creditori non aderenti — tra cui tipicamente il Fisco e l'INPS — devono essere soddisfatti integralmente nei loro diritti originali. Tuttavia, esiste la possibilità di proporre anche una transazione fiscale nell'ambito dell'accordo di ristrutturazione (art. 63 CCII), che consente di includere il debito tributario nelle trattative e di proporre pagamenti dilazionati o parziali sotto certe condizioni. La transazione fiscale richiede un percorso autorizzativo specifico con l'Agenzia delle Entrate ed è più complessa dell'accordo puro. Vale la pena valutarla quando il debito fiscale è una componente significativa della crisi.

Cosa succede ai contratti in corso durante la procedura — possono essere risolti dalla controparte?

Durante il periodo coperto dalle misure protettive, i contratti in corso non possono essere risolti unilateralmente dalla controparte per effetto del mero avvio della procedura (o per la mera pendenza del procedimento di accordo). Questa protezione è fondamentale per mantenere attiva l'operatività dell'impresa durante le trattative — contratti con clienti, contratti di fornitura, locazioni commerciali. La clausola contrattuale di risoluzione “in caso di insolvenza” o “in caso di procedura concorsuale” viene sospesa per la durata delle misure protettive. Al termine del periodo — se l'accordo non viene raggiunto — le normali tutele contrattuali riprendono vigore.

Un accordo di ristrutturazione omologato può essere risolto e cosa succede in quel caso?

Sì — se il debitore non adempie alle obbligazioni previste dall'accordo omologato, qualsiasi creditore interessato può chiedere al Tribunale la risoluzione dell'accordo. Con la risoluzione, l'accordo perde efficacia: le misure protettive decadono, i creditori riacquistano la pienezza delle loro azioni individuali, e l'impresa si trova nuovamente esposta alle procedure esecutive. La risoluzione non è automatica — richiede un provvedimento giudiziale — e il debitore può sempre chiedere un adempimento anche tardivo se ha difficoltà temporanee. Nella pratica, prima di arrivare alla risoluzione, le parti tentano spesso una modifica dell'accordo per adeguarlo alle nuove circostanze.

È possibile passare dall'accordo di ristrutturazione al concordato preventivo se le trattative falliscono?

Sì — e questa convertibilità è uno degli aspetti più importanti del sistema CCII. Se le trattative per l'accordo di ristrutturazione falliscono o l'accordo non riesce a raccogliere il 60% necessario, l'impresa può convertire il procedimento in concordato preventivo senza perdere le misure protettive già ottenute. Questa “passerella” verso il concordato evita il rischio che il tentativo (fallito) dell'accordo lasci l'impresa in una posizione peggiore di quella di partenza. Il piano costruito per l'accordo di ristrutturazione può essere adattato al format del concordato — non si perde il lavoro già fatto. È uno dei motivi per cui conviene sempre iniziare con gli strumenti meno invasivi.

Approfondisci il Silo Ristrutturazione Bancaria

Stai Valutando un Accordo di Ristrutturazione?

CSI affianca l'imprenditore in ogni fase: dall'analisi della fattibilità alla costruzione del piano, dalla gestione delle trattative con le banche al coordinamento con l'attestatore e il legale per l'omologazione.

⚖️ Analisi della Fattibilità →

Risposta entro 24 ore  ·  Prima valutazione gratuita  ·  Bologna e tutta Italia

i nostri ultimi posts

Come fare una cessione azienda metalmeccanica o di trasporti?

Come fare una cessione azienda metalmeccanica o di trasporti?

26 Agosto 2020

Si può fare una cessione di una azienda agricola? Si può fare una cessione azienda metalmeccanica? Post correlati: È possibile fare una cessione di azienda senza notaio? Cosa Succede ai Dipendenti se l’Azienda Viene Venduta? Come calcolo valore azienda per cessione? Le Aziende Più Famose Vendute negli Ultimi Anni

Nella cessione d’azienda che fine fanno i debiti e crediti?

Nella cessione d’azienda che fine fanno i debiti e crediti?

23 Agosto 2020

Nella fase di cessione d'Azienda i debiti e i crediti dell'azienda seguono sempre l'azienda. I debiti tributari verso lo stato seguono sempre l'azienda, in quanto sono debiti dell'azienda e non debiti dei soci. Post correlati: È possibile fare una cessione di azienda senza notaio? Cosa Succede ai Dipendenti se l’Azienda Viene Venduta? Chi paga i

Vendita azienda o cessione azienda : 10 consigli utili per chi vuole vendere

Vendita azienda o cessione azienda : 10 consigli utili per chi vuole vendere

20 Agosto 2020

Il processo di vendita società o cessione aziendale è un procedimento lungo oltre che complesso. per cui è fondamentale aver chiari e  tener presente molti fattori, qui ti diamo dei consigli per chi fa impresa come te e che desidera intraprendere il percorso di cessione o vendita della tua azienda.          

Ma cosa vuol dire cedere un’azienda?

Ma cosa vuol dire cedere un’azienda?

16 Agosto 2020

Che cosa vuol dire cedere un azienda che è in crisi per un imprenditore? Vuol dire comprendere da parte dell'imprenditore che da quest'azienda purtroppo a causa della situazione in cui si trova non può ricavarne dei benefici dal punto di vista finanziario, anche perché laddove qualcuno subentrasse rilevando la azienda dovrebbe appena accollarsi tutta una

Si può fare la cessione azienda senza perizia?

Si può fare la cessione azienda senza perizia?

13 Agosto 2020

Si, si può fare la cessione azienda senza perizia, ma solo in alcuni casi vi sono obblighi particolari per fare la valutazione del valore di una azienda, vi sono dei metodi di valutazione che possono essere divisi in metodi di valutazione oggettivi e soggettivi. Post correlati: In una cessione di azienda la perizia è obbligatoria?

È possibile fare una cessione di azienda senza notaio?

È possibile fare una cessione di azienda senza notaio?

7 Agosto 2020

Certo che Si, la cessione di azienda senza notaio è possibile basta intervenire nella cessione di quote presso un commercialista. Comunque prima di fare qualsiasi cosa si tratta di capire che tipo di azienda viene ceduta. Se essa è un'impresa individuale o una società di persone o una società di capitali. Devi sapere che per

La cessione di azienda a titolo gratuito è possibile?

La cessione di azienda a titolo gratuito è possibile?

5 Agosto 2020

Si, in linea di massima si può fare una cessione di azienda a titolo gratuito ma anche quando è possibile cedere una società a titolo gratuito e meglio cederla sempre a 1 euro. In questo caso di cessione di azienda a titolo gratuito, l'impresa viene ceduta a debiti e crediti per 1 euro. La cessione

E possibile modificare l’oggetto sociale durante la cessione di una azienda?

E possibile modificare l’oggetto sociale durante la cessione di una azienda?

2 Agosto 2020

Si, si può modificare l'oggetto sociale durante una cessione di azienda ma in questo caso si deve fare un assemblea straordinaria dei soci della società. Serve la maggioranza dei soci per una cessione d'azienda? Qui entra la possibilità del diritto di prelazione che può essere mosso dai soci di minoranza specialmente per le società di

Cosa Succede ai Dipendenti se l’Azienda Viene Venduta?

Cosa Succede ai Dipendenti se l’Azienda Viene Venduta?

31 Luglio 2020

Hai appena scoperto che la tua azienda sta per essere venduta e ti chiedi cosa ne sarà del tuo posto di lavoro? È una preoccupazione comprensibile e molto diffusa. La buona notizia è che la legge italiana tutela fortemente i lavoratori in caso di vendita dell'azienda, garantendo la continuità del rapporto di lavoro e il

Debiti – Liberazione del cedente nella cessione d’azienda

Debiti – Liberazione del cedente nella cessione d’azienda

29 Luglio 2020

Come funziona la liberazione del cedente / di chi vende l'azienda?  La cessione d'azienda rappresenta una transazione complessa che implica vari aspetti legali e fiscali. Uno dei punti cruciali per il cedente è la liberazione dalle obbligazioni precedenti alla cessione. Come commercialista, è fondamentale chiarire le modalità con cui il cedente può ottenere questa liberazione,

Previous