La successione all’imprenditore e le condizioni «evergreen»

26 Febbraio 2022

  • Concezione corretta del ricambio generazionale come processo e non come singolo evento che riguarda tutti i ruoli chiave (leadership, management, governance, proprietà. 
  • Valori familiari e aziendali da proprietà responsabile.
  • Pianificazione delle varie fasi con il corretto grado di flessibilità e con verifiche sistematiche.
  • Alcuni step «acquisiti» .
  • Impegno di ogni generazione ad affrontare le sue sfide specifiche.
  • Dialogo e collaborazione tra le generazioni.
  • Terze parti «giuste» (competenti, con gli stessi valori, motivati, preoccupati per il bene comune dell’azienda e della famiglia).

 

La successione all’imprenditore e gli step acquisiti

  • La valutazione attitudinale come base per le scelte professionali.
  • L’esperienza lavorativa pre-ingresso in azienda, per orientarsi, rafforzarsi personalmente, acquisire competenze.
  • Esperienze imprenditoriali come eventuale alternativa alla precedente.
  • La formazione permanente, scolastica e sul campo.
  • L’inserimento in un ruolo definito con responsabilità chiare, misurabili e misurate.
  • Responsabilità da assegnare sulla base di valutazioni professionali sistematiche; retribuzioni e benefit da determinare sulla base di criteri aziendali.
  • Costruzione e rinnovamento nel tempo dell’intera squadra di vertice.
  • Passaggio di consegne (e ruoli post-consegne) ben pianificati (anche con gradualità), condivisi e comunicati.
  • Possibilità di altri ruoli (CdA, collaborazioni professionali, iniziative imprenditoriali, progetti di famiglia, …).
  • Scelte proprietarie e patrimoniali da pianificare per tempo, costruendo un assetto adeguatamente diversificato.

 

La successione all’imprenditore e le sfide della generazione al comando

  • Costruire una famiglia «generativa» e una proprietà responsabile.
  • Darsi regole per il coinvolgimento della generazione successiva nel rispetto della libertà dei giovani, ma meritocratiche e sfidanti per il bene di tutti,  e per i vari ruoli chiave.
  • Far evolvere il proprio ruolo ampliando la componente strategica e di governance, controllando il tutto, ma accettando i cambiamenti ed evitando competizioni rischiose.
  • Rafforzare l’assetto organizzativo e di governance  secondo la complessità strategica e proprietaria attuale e prospettica aprendo a talenti terzi, ben scelti … e controllati.
  • Disegnare con cura i percorsi dei giovani all’esterno e all’interno dell’azienda, valutarne le performance, … e trarne le debite conseguenze.
  • Identificare i futuri leader e gli altri attori chiave per tempo, senza «automatismi»,  dando corso senza inerzie alle decisioni prese e spiegandole con cura agli interessati.
  • Valorizzare appieno il passaggio da AD a Presidente a supporto dei nuovi leader e della governance di azienda, proprietà e famiglia.
  • Coltivare passioni e hobbies diversi dall’azienda.

 

La successione all’imprenditore e le sfide della generazione successiva

  • Crescere cercando di far sbocciare se stessi e le proprie attitudini, non a “immagine e somiglianza altrui”, ma alla ricerca della propria voce «autentica».
  • Affrontare la crescita con ambizioni positive, spirito pro-attivo e consapevolezza del privilegio – pur costoso – dell’appartenenza a una famiglia proprietaria.
  • Cercare esperienze formative in altre aziende pre-ingresso, e mantenere comunque un’apertura permanente al mondo esterno.
  • Cercare posizioni definite, in aree critiche per l’azienda, con obiettivi misurabili per legittimarsi con un proprio «track record».
  • Non smettere di investire sulla propria formazione
  • Costruire un network di cerchi concentrici, con un centro forte e selezionato di ancoraggi (genitori, fratelli e sorelle ed equivalenti, …) e altri cerchi via via più ampi.
  • Imparare a conoscere il mondo nelle sue varie sfaccettature, e in profondità.
  • Mantenere equilibrio tra vita lavorativa e extra-lavorativa.

 

La successione all’imprenditore e le sfide di entrambe le generazioni

  • Lavorare  sulla convivenza (lunga!) tra generazioni diverse:
    • condividendo visione e scelte strategiche – dell’azienda e delle altre attività familiari – e facendone un «sogno» comune.
    • strutturando momenti di comunicazione e di verifica del percorso (riunioni di famiglia/di soci, incontri di valutazione one-to-one, …).
    • curando lo sviluppo delle identità individuali e, insieme, l’unità familiare.
  • Attenzione ai vertici collegiali «forzati» (per ragioni familiari o proprietarie) o «incompleti» (non un team di co-leader ma una somma di capi funzione o un CdA «cooperativistico») o comunque non sostenibili.
  • Attenzione a creare e perpetuare un «capitale fraterno» (prezioso anche nei rapporti con la generazione precedente, con i collaboratori e con la generazione successiva).

 

La successione all’imprenditore e le sfide di entrambe le generazioni

  • Lavorare  sulla convivenza (lunga!) tra generazioni diverse:
    • condividendo visione e scelte strategiche – dell’azienda e delle altre attività familiari – e facendone un «sogno» comune.
    • strutturando momenti di comunicazione e di verifica del percorso (riunioni di famiglia/di soci, incontri di valutazione one-to-one, …).
    • curando lo sviluppo delle identità individuali e, insieme, l’unità familiare.
  • Attenzione ai vertici collegiali «forzati» (per ragioni familiari o proprietarie) o «incompleti» (non un team di co-leader ma una somma di capi funzione o un CdA «cooperativistico») o comunque non sostenibili.
  • Attenzione a creare e perpetuare un «capitale fraterno» (prezioso anche nei rapporti con la generazione precedente, con i collaboratori e con la generazione successiva).

 

La managerializzazione e l’inserimento di terzi

Le imprese familiari, per svilupparsi e per dare continuità all’azienda, devono far crescere i familiari candidati a ruoli esecutivi e hanno bisogno prima o poi anche di manager non familiari:

  • con competenze ed esperienze coerenti con la strategia attuale e prospettica;
  • in grado di comprendere le specificità delle aziende familiari;
  • con valori di fondo coerenti con quelli familiari e aziendali;
  • capaci di apprezzare il contesto in cui si inseriscono e, al tempo stesso, di individuarne gli spazi di rinnovamento;
  • in grado di comunicare efficacemente alla proprietà le loro proposte e di portarle avanti con determinazione e tenacia;
  • collaborativi con gli altri componenti della squadra, familiari e non;
  • trasparenti e abituati a rendere periodicamente conto del proprio operato: delegare non significa “abdicare”;
  • non disposti a lasciarsi “intrappolare” in triangolazioni e conflitti;
  • … quindi con adeguate con hard & soft skills;

 

 

La managerializzazione e la costruzione dell’assetto organizzativo

Managerializzare l’azienda significa anche costruire nel tempo un assetto organizzativo solido, fatto di:

  • organigrammi chiari e costruiti con criteri oggettivi;
  • mansionari chiari e sintetici, almeno per le posizioni principali (DG, prima e seconda linea) e disegno dei processi aziendali e delle relative responsabilità condivise;
  • strutture e meccanismi di integrazione (tipicamente, i comitati interfunzionali e i sistemi di reporting), sviluppati coerentemente con i fabbisogni aziendali in logica di coordinamento, di controllo e, al tempo stesso, di crescita delle persone;
  • gestione del personale professionale con ricorso a competenze e, se necessario, a servizi specialistici esterni;
  • gestione strategica dell’impresa impostata secondo una “ visione“ e indirizzi  chiari e condivisi e piani di medio/lungo periodo, per tradurre la visione in scelte e azioni e risultati  valutando ex ante i risvolti economico – finanziari;

 

 La managerializzazione e il ruolo di un buon CdA

Un CdA ben articolato e funzionante e aperto a terzi di valore aiuta, come indicato sopra, a presidiare la strategia e la successione nella leadership, e nello specifico:

  • a mantenere l’adeguatezza dell’assetto organizzativo (strutture e sistemi operativi relativamente a piani, budget, gestione del personale, …);
  • a identificare i fabbisogni di ricambio nelle posizioni manageriali e di vertice;
  • a valutare sistematicamente i candidati non familiari, con riguardo sia alla promozione di veterani sia all’inserimento di esterni;
  • a disegnare le cariche esecutive dei non familiari e a monitorarne l’operato garantendone l’accountability a supporto della proprietà e dell’azienda.

 

La sostenibilità come chiave di sviluppo (cenni)

  • I temi ESG (environmental, social and governance) sono ormai imprescindibili nel contesto attuale, anche nelle imprese non quotate 
  • È critico lavorare:
    • sulla cultura (valori + comportamenti) della proprietà e a partire da chi ha responsabilità di governance come base di partenza e come presupposto di qualsiasi codice/bilancio sociale/comunicazione…
    • sul sistema di governance – soci, CdA e vertice in particolare – perché la sostenibilità sia parte integrante del processo strategico;
    • sull’assetto organizzativo, per disporre delle competenze manageriali necessarie;
    • cogliendo un’enorme opportunità di miglioramento e di mobilitazione delle energie.

 

Riferimenti bibliografici e web

Corbetta, G., Minichilli, A. (2019), Guida per i passaggi generazionali: condizioni di successo, errori da evitare e case history
Minichilli, A., Amore, M.D. (2018), Corriere della Sera, Passaggi generazionali: il coraggio di andare oltre le ragioni del cuore
Minichilli, A. (2019), Corriere della Sera (Economia), Regole di buon governo: una strada obbligata. La spinta del Codice CODIF
Minichilli, A., Montemerlo, D. (2019), La governance d’impresa: il momento delle società non quotate, I rapporto annuale Corporate Governance Lab SDA Bocconi
Minichilli, A., Montemerlo, D., D’Angelo, V. (2020), Il valore della buona governance: performance migliori per imprese più forti, II rapporto annuale Corporate Governance Lab SDA BocconiMontemerlo D., Giovani e senior: crescere insieme nelle aziende familiari, Ideas of Management, 5 gennaio 2016, Montemerlo D., Morosetti P., 6 Lezioni per una leadership multiforme nelle aziende familiari, Ideas of Management,10 giugno 2015, Montemerlo D., Fare i conti con la storia: la sfida delle aziende familiari, Ideas of Management, 12 febbraio 2014, 

 


🚀 Trova il Temporary Manager Ideale che ti aiuti nella successione!

Problemi di gestione? Noi abbiamo la soluzione!

🔍 Perché Sceglierci?

  • Esperti Provati: Manager con esperienza e risultati concreti.
  • Supporto Immediato: Risposte rapide alle tue esigenze aziendali.
  • Risultati Garantiti: Miglioramenti visibili in tempi brevi.

📈 Unisciti a Aziende di Successo “Risolto una crisi in 2 mesi grazie al loro manager!” – Laura R., CEO

💡 Offerta Limitata: Prenota entro 48 ore per una consulenza gratuita!


Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.
Nome e cognome
Fai clic o trascina i file su quest'area per caricarli. You can upload up to 3 files.
Inserisci la visura camerale della tua azienda e l'ultimo bilancio se li hai
Caselle di Spunta
Autorizzo ai sensi Art. 13 GDPR – Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (UE/2016/679) il trattamento dei dati personali trasmessi.

 

 
 
 
 
 
 
 

i nostri ultimi posts

La cessione di azienda senza notaio è possibile?

La cessione di azienda senza notaio è possibile?

20 Luglio 2020

La domanda è molto interessante, anche perché ci sono alcuni casi in cui è possibile legalmente fare una cessione di azienda senza notaio e fare un buon profitto. La cessione d'azienda senza il notaio è possibile ma per chiarire meglio come procedere si tratta di capire se ci troviamo di fronte a una società di

Come può un imprenditore ristrutturare la propria azienda in questo momento di crisi economica??

Come può un imprenditore ristrutturare la propria azienda in questo momento di crisi economica??

27 Maggio 2020

Dobbiamo considerare subito che oggi abbiamo una crisi generale sistemica, molto più grande di quella di qualche anno fa dopo la crisi economica del 2008. La crisi economica prima del 2020 è stata la crisi economica del 2008 che è stata una crisi sistemica del mercato finanziario internazionale. Una delle maggiori crisi della Storia, ancora fa

Come può un’azienda uscire dalla crisi economica in questo momento di pandemia da coronavirus?

Come può un’azienda uscire dalla crisi economica in questo momento di pandemia da coronavirus?

27 Maggio 2020

La crisi del corona virus ha generato una crisi sistemica economica per le imprese. In questo momento di crisi dovuta al corona virus del sistema Italia soprattutto nel sistema sanitario nazionale, tutto il comparto economico a dipendente di pensare che è una volta usciti dalla Pandemia avremmo grossi problemi del nostro sistema industriale in Crisi.

Come può un imprenditore evitare le perdite economiche e avere ritorno dell’investimento?

Come può un imprenditore evitare le perdite economiche e avere ritorno dell’investimento?

3 Maggio 2020

L'impresa per sua natura ha bisogno di guadagnare, deve intervenire sul mercato è ha bisogno di avere degli utili. E' chiaro che oggi le imprese stanno vivendo un momento di crisi economica e hanno bisogno di capire come avere un ritorno del proprio investimento, tendenzialmente oggi ci sono imprenditori che preferiscono la scelta di indebitare

Come puoi mettere in atto una ristrutturazione aziendale e uscire dalla crisi?

Come puoi mettere in atto una ristrutturazione aziendale e uscire dalla crisi?

21 Aprile 2020

Come con una ristrutturazione aziendale puoi uscire dalla crisi la tua impresa? Ascolta l'intervista del Dottor Erminio Brambilla consulente per ristrutturazioni aziendali. La prima cosa che dovrebbe fare un imprenditore per uscire dalla crisi è innanzitutto riconoscere che la sua azienda è in crisi. Quando l'imprenditore è in grado di riconoscere questo fatto, allora è

Previous