Nuovo Iperammortamento 2026-2028: la Guida per le PMI 

18 Marzo 2026

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Indice

Aggiornamento — 12 Marzo 2026

Il MEF ha pubblicato il comunicato stampa n. 13 confermando l'imminente soppressione del vincolo «Made in UE» che limitava l'iperammortamento ai beni prodotti in Europa. Il provvedimento di modifica normativa è in preparazione — il decreto fiscale atteso al CdM del 10 marzo è stato rinviato per urgenze geopolitiche. Il vincolo è ancora formalmente in vigore ma il governo ha dato garanzie di retroattività al 1° gennaio 2026. Aggiorna questa pagina: aggiorneremo appena il decreto sarà in GU.

Il piano Transizione 4.0 è chiuso. Transizione 5.0 è terminato. Dal 1° gennaio 2026 esiste un solo strumento per chi investe in beni strumentali Industria 4.0: il Nuovo Iperammortamento introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, commi 427-436). Funziona diversamente dai crediti d'imposta a cui le PMI si erano abituate, ha aliquote più alte sulla prima fascia, coprirà tre anni, e — ironia della storia — è ancora circondata da incertezze operative che stanno bloccando migliaia di investimenti. Questa guida ti dice esattamente cos'è, come funziona, quanto rende davvero, cosa è cambiato e come prepararsi adesso senza aspettare che l'incertezza si risolva.

📊 Il Contesto: Perché è Arrivato l'Iperammortamento e Cosa Ha Cambiato

Il modello dei crediti d'imposta — introdotto con Industria 4.0 nel 2017 e perfezionato con Transizione 4.0 e 5.0 — aveva un punto di debolezza strutturale: generava un effetto istantaneo sulla cassa pubblica che rendeva difficile il controllo della spesa. Con T5.0, 6,3 miliardi di risorse si sono esaurite in pochi mesi, lasciando migliaia di imprese senza copertura. La Legge di Bilancio 2026 ha cambiato logica: non un credito d'imposta da compensare in F24, ma una maggiorazione del costo fiscale del bene che produce effetti distribuiti nel tempo lungo il piano di ammortamento. Meno impatto immediato sul bilancio pubblico, più prevedibilità per le imprese (orizzonte triennale senza rischio di esaurimento fondi), aliquote nominali più generose sulla prima fascia.

Il costo per le imprese del cambio di paradigma: il beneficio non è più quasi immediato, richiede capienza fiscale (reddito imponibile) e si distribuisce in quote di ammortamento. Per chi ha utili stabili è un'agevolazione conveniente; per chi ha perdite fiscali, meno.

Come Funziona il Nuovo Iperammortamento: il Meccanismo Spiegato in Modo Chiaro

Il meccanismo dell'iperammortamento è concettualmente semplice ma operativamente diverso da tutto a cui le PMI erano abituate con T4.0 e T5.0. La parola chiave è maggiorazione del costo fiscale — non un credito, non un rimborso, non una compensazione in F24.

Quando acquisti un bene strumentale 4.0, il tuo commercialista conosce il “costo fiscale” del bene ai fini dell'ammortamento. Con l'iperammortamento 2026, quel costo fiscale viene moltiplicato dalla percentuale di maggiorazione applicabile alla tua fascia di investimento. Il valore risultante è la base su cui si calcolano le quote di ammortamento fiscale — che diventano molto più alte delle quote civilistiche. La differenza riduce la base imponibile IRES/IRPEF ogni anno, per tutta la durata del piano di ammortamento del bene.

📊 Le Aliquote del Nuovo Iperammortamento 2026 — Fascia per Fascia

180% Fino a €2,5 milioni
La fascia più conveniente. Un bene da €2M produce un costo fiscale di €5,6M. Risparmio IRES totale: €864.000 distribuito nel periodo di ammortamento.
100% Da €2,5M a €10M
Sulla quota eccedente €2,5M. Ogni €1M aggiuntivo produce un costo fiscale di €2M. Risparmio IRES sulla fascia: €240K per ogni milione investito.
50% Da €10M a €20M
Sulla quota eccedente €10M. Risparmio IRES: €120K per ogni milione investito in questa fascia. Limite massimo agevolabile: €20M per impresa per anno.
0% Oltre €20M
Nessuna agevolazione per la quota eccedente €20M. Le grandi imprese con investimenti superiori non ottengono beneficio sulla parte eccedente.
Come si applicano le fasce: le aliquote si applicano in modo scalare, non a scaglioni esclusivi. Un investimento di €5M beneficia del 180% sui primi €2,5M e del 100% sui restanti €2,5M. Le aliquote si applicano esclusivamente ai fini IRES/IRPEF — non cambiano la contabilità civilistica. Le quote di ammortamento nel bilancio ordinario rimangono invariate; solo la parte fiscale (Unico) beneficia della maggiorazione.

Quanto Rende Davvero: Esempi Numerici Completi per PMI

🧮 Calcolo del Risparmio IRES — Due Casi Reali per PMI

Caso A — Torno CNC da €600.000 (PMI Manifatturiera)
Costo acquisizione€600.000
Fascia applicabile180% (sotto €2,5M)
Maggiorazione (€600K × 180%)+€1.080.000
Costo fiscale totale€1.680.000
Vita utile fiscale10 anni
Ammortamento fiscale/anno€168.000
Ammortamento civile/anno€60.000
Deduzione extra/anno€108.000
Risparmio IRES 24% annuo€25.920
Risparmio IRES totale (10 anni) €259.200
Caso B — Investimento Multi-bene €2.000.000 (Automazione)
Costo acquisizione€2.000.000
Fascia applicabile180% (tutto in prima fascia)
Maggiorazione (€2M × 180%)+€3.600.000
Costo fiscale totale€5.600.000
Vita utile fiscale10 anni
Ammortamento fiscale/anno€560.000
Ammortamento civile/anno€200.000
Deduzione extra/anno€360.000
Risparmio IRES 24% annuo€86.400
Risparmio IRES totale (10 anni) €864.000

Nota metodologica: il risparmio fiscale si distribuisce sull'intera vita utile del bene — non è un beneficio immediatamente disponibile come i crediti d'imposta T4.0/T5.0. Per il Caso B, il risparmio annuo di €86.400 inizia dal primo esercizio di ammortamento e prosegue per 10 anni. Le quote di ammortamento maggiorate non incidono sugli acconti IRES/IRPEF dovuti per l'anno 2026 (comma 436, L. 199/2025) — il beneficio parte dalle dichiarazioni dei redditi degli anni successivi.

🔑 La Differenza che Conta: Capienza Fiscale

L'iperammortamento richiede un reddito imponibile IRES/IRPEF capiente. Se la tua PMI è in perdita fiscale, la deduzione maggiorata non produce risparmio nell'anno corrente — viene rinviata agli esercizi successivi, senza limite di tempo. Per chi ha utili stabili è pienamente fruibile. Per chi ha risultati variabili, pianifica con il commercialista la sequenza di utilizzo ottimale.

Questa è la differenza critica rispetto ai crediti d'imposta T4.0 e T5.0, che erano fruibili anche in assenza di utile (compensazione F24 indipendente dalla capienza fiscale). Se la tua PMI ha utili limitati o discontinui, valuta se la Nuova Sabatini (che opera indipendentemente dall'utile) è lo strumento principale e l'iperammortamento il complementare.

Iperammortamento vs Transizione 4.0 e 5.0: la Tabella di Confronto Definitiva

Caratteristica 🆕 Iperammortamento 2026 📋 T4.0 / T5.0 (chiusi)
Meccanismo Maggiorazione del costo fiscale → quote ammortamento più alte → riduce base imponibile IRES/IRPEF Credito d'imposta diretto → compensazione in F24 → effetto quasi immediato
Capienza fiscale richiesta ✓ Sì — richiede reddito imponibile. Se in perdita, il beneficio si rinvia agli anni successivi ✗ No — fruibile anche in assenza di utile, compensazione F24 con qualsiasi tributo
Tempo di fruizione Distribuito lungo tutta la vita utile del bene (tipicamente 5-15 anni) 3 quote annuali T4.0 (rapido); 5 quote annuali T5.0 dal 2026 (residuo)
Aliquota prima fascia 180% di maggiorazione sul costo per investimenti fino a €2,5M T4.0 2025: 20% credito su beni materiali. T5.0: fino al 45% credito. Diversa natura.
Rischio esaurimento fondi ✓ Nessuno — non ci sono “risorse” da esaurire. Meccanismo fiscale illimitato per le imprese aventi diritto T5.0: esaurito a novembre 2025 con 2,5 miliardi di risorse. T4.0: aveva tetto da 2,2 miliardi
Risparmio energetico Non richiesto — nessuna certificazione energetica. Semplificazione rispetto a T5.0 T5.0: obbligatorio (min 3% struttura o 5% processo). T4.0: non richiesto
Software 4.0 ✓ Agevolabile con la STESSA aliquota dell'hardware — novità assoluta rispetto a tutti i regimi precedenti T4.0 2025: escluso (solo beni materiali). Versioni precedenti: aliquota ridotta
Periodo 1° gennaio 2026 — 30 settembre 2028 (quasi 3 anni stabili) Annuale con proroghe incerte. T5.0: biennio 2024-2025 esaurito anticipatamente
Vincolo origine beni UE/SEE nella legge originale. Rimozione annunciata MEF 12/3/2026 — in attesa di decreto formale Nessun vincolo di provenienza nei regimi precedenti
Procedura accesso 3 comunicazioni al GSE via piattaforma telematica. Decreto attuativo atteso (non ancora pubblicato a marzo 2026) Piattaforme GSE già operative. Procedure consolidate

Quali Beni Rientrano nel 2026: la Novità degli Allegati IV e V

Gli Allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026 sostituiscono i vecchi Allegati A e B dell'Industria 4.0 (Legge 232/2016). La revisione ha aggiornato gli elenchi per recepire quasi un decennio di evoluzione tecnologica — e la differenza è sostanziale, soprattutto per il software e per le tecnologie AI/cybersecurity.

Beni Materiali Allegato IV — L. 199/2025
  • Macchine utensili CNC, centri di lavoro, torni, fresatrici con sensoristica e monitoraggio
  • Robot industriali, robot collaborativi (cobot), sistemi di manipolazione e assemblaggio automatizzati
  • Magazzini automatizzati (AS/RS), sistemi di movimentazione intelligente interconnessi
  • Macchine per la manifattura additiva (stampa 3D industriale)
  • Sistemi di visione con algoritmi AI per identificazione non conformità NUOVO
  • Infrastrutture di calcolo HPC, server GPU per IA, edge computing industriale NUOVO
  • Reti 5G private industriali, Wi-Fi 6/7, sistemi TSN per fabbrica NUOVO
  • Hardware cybersecurity OT/IT conformi IEC 62443, firewall industriali, IDS/IPS NUOVO
  • Esoscheletri industriali per sicurezza lavoratori NUOVO
  • Impianti HVAC a servizio dei processi produttivi, sistemi di illuminazione intelligente NUOVO
  • Impianti autoproduzione energia rinnovabile per autoconsumo (fotovoltaico UE, eolico, storage)
  • Componentistica meccatronica per revamping (azionamenti rigenerativi, inverter, attuatori)
  • PC, notebook, tablet, stampanti, scanner per uso d'ufficio generico ESCLUSO
Beni Immateriali Allegato V — L. 199/2025
  • Software 4.0 per la gestione della produzione, ERP industriali, MES interconnessi — ora alla STESSA aliquota dell'hardware PARITÀ NOVITÀ
  • AI generativa, Large Language Models (LLM), piattaforme Agentic AI per processi produttivi NUOVO
  • Piattaforme MLOps per gestione ciclo vita modelli AI/ML, versioning, audit, compliance NUOVO
  • Software per calcolo carbon footprint e analisi LCA del ciclo vita prodotto NUOVO
  • Piattaforme Digital Product Passport per tracciabilità e economia circolare NUOVO
  • Tool low-code/no-code per sviluppo rapido applicazioni industriali NUOVO
  • Software per cybersecurity dei sistemi di produzione industriale
  • Digital twin, realtà aumentata e realtà estesa per produzione e manutenzione
  • Software per simulazione 3D, progettazione CAD/CAM avanzata interconnessa
  • Piattaforme IoT industriale, Big Data Analytics per dati di produzione
  • Software per la gestione della supply chain digitalizzata

📌 Il Requisito Fondamentale che Non Cambia: L'Interconnessione

Tutti i beni degli Allegati IV e V devono essere interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Questo requisito era alla base di Industria 4.0 e rimane il pilastro dell'iperammortamento 2026. Un macchinario funzionante ma non interconnesso ai sistemi informativi aziendali non è agevolabile, anche se rientra tecnicamente nell'Allegato IV. L'interconnessione deve essere documentata nella perizia tecnica asseverata.

Il Vincolo Made in UE: Dove Siamo e Cosa Fare Adesso

È il tema che ha bloccato più investimenti nella fase di avvio del piano. La Legge di Bilancio 2026 aveva introdotto un vincolo per cui i beni agevolabili devono essere prodotti in Stati UE o aderenti allo Spazio Economico Europeo (SEE). In un mercato globale dove gran parte delle macchine utensili avanzate, dei chip per i server HPC e dei componenti robotici provengono da USA, Giappone, Taiwan o Corea del Sud, il vincolo era penalizzante e in molti casi incompatibile con la realtà degli approvvigionamenti.

📰 Comunicato MEF n. 13 del 12 Marzo 2026 — 5 giorni fa

Il MEF Conferma: Il Vincolo Made in UE Sarà Eliminato

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha pubblicato il comunicato stampa n. 13 del 12 marzo 2026 confermando l'imminente emanazione di un provvedimento normativo che sopprimerà la clausola «Made in UE» dell'iperammortamento 2026-2028. Il comunicato chiarisce che la modifica sarà retroattiva al 1° gennaio 2026, coprendo quindi tutti i beni acquistati dall'avvio del piano.

Il decreto fiscale che avrebbe dovuto approvare la modifica era atteso al Consiglio dei Ministri del 10 marzo 2026, ma non è stato adottato per urgenze geopolitiche (il rialzo del greggio sopra i 100$/barile ha richiesto interventi prioritari). Il MEF ha anticipato l'annuncio con il comunicato per rassicurare le imprese e sbloccare gli investimenti fermi.

Stato al 17 marzo 2026: il vincolo è ancora formalmente in vigore nella legge. Il decreto formale di modifica non è ancora in Gazzetta Ufficiale. La garanzia retroattiva del MEF ha valore di indirizzo politico, non normativo.

Cosa fare adesso: Non bloccare gli investimenti per il vincolo UE — la rimozione è annunciata ufficialmente con retroattività. Procedi con i fornitori preferiti, documenta tutto, e predisponi la perizia tecnica in modo che possa essere completata appena il decreto sarà pubblicato. Tieni questa pagina nei segnalibri: aggiorneremo appena il testo è in GU.

Come Si Accede: la Procedura GSE in 3 Fasi (Dalla Bozza del Decreto Attuativo)

L'accesso all'iperammortamento non è automatico — richiede tre comunicazioni obbligatorie tramite la piattaforma informatica del GSE, che sarà analoga a quella usata per T4.0 e T5.0. A marzo 2026, il decreto attuativo MIMIT-MEF (previsto entro 30 giorni dall'entrata in vigore della LdB, termine già ampiamente scaduto) non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il MIMIT ha trasmesso la bozza al MEF per il concerto definitivo.

⚙️ Le 3 Comunicazioni Obbligatorie al GSE — Dalla Bozza del Decreto Attuativo

1
Comunicazione Preventiva
Prima di avviare l'investimento. Dati impresa, struttura produttiva, tipologia e importo degli investimenti previsti per Allegati IV, V e autoproduzione FER.
Prima dell'investimento
2
Comunicazione di Conferma
Entro 60 giorni dall'esito positivo del GSE sulla preventiva. Deve attestare il pagamento di almeno il 20% del costo di acquisizione dei beni.
Entro 60 giorni dall'ok GSE
3
Comunicazione di Completamento
A investimento ultimato. Dati definitivi, perizie tecniche asseverate, certificazioni. Data di completamento e importo finale.
Entro 15 novembre 2028
⚠ Situazione al 17 marzo 2026: Il decreto attuativo non è ancora in GU. La piattaforma GSE per l'iperammortamento 2026 non è ancora operativa. Gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 sono tuttavia già agevolabili — l'interpretazione unanime è che le comunicazioni potranno essere inviate retroattivamente quando la piattaforma aprirà. Procedi con gli investimenti, conserva tutta la documentazione, e preparati a fare le comunicazioni appena la piattaforma GSE sarà attiva.

Documentazione da Preparare Adesso (Senza Aspettare il Decreto)

Verifica la Qualificazione dei Beni negli Allegati IV o V

Prima di ordinare qualsiasi bene, verifica che rientri nell'Allegato IV (materiali) o V (immateriali) della Legge di Bilancio 2026. Gli elenchi sono diversi dai vecchi Allegati A e B — non dare per scontato che un bene che era agevolabile con T4.0 lo sia automaticamente. In particolare, verifica la presenza del requisito di interconnessione per ogni singolo bene.

Predisponi le Fatture con la Dicitura Normativa Corretta

Tutte le fatture relative ai beni agevolabili devono contenere il riferimento normativo: “bene agevolabile ai sensi dell'art. 1, commi 427-436, della Legge 30 dicembre 2025, n. 199”. Questa dicitura è necessaria per la documentazione della perizia e per i controlli del GSE. Istruisci i tuoi fornitori fin da ora — modificare le fatture a posteriori è complicato.

Pianifica la Perizia Tecnica Asseverata

Per i beni con costo unitario superiore a €300.000 è obbligatoria una perizia tecnica asseverata redatta da un ingegnere o perito industriale iscritto all'albo, che attesti: le caratteristiche tecniche del bene e la sua inclusione negli Allegati IV o V, e la sua interconnessione al sistema aziendale di gestione della produzione. Per beni sotto €300K può essere sostituita dalla dichiarazione del legale rappresentante. Inizia a identificare il perito ora — i professionisti qualificati sono già in ritardo sulle richieste.

Verifica l'Origine del Bene (Con Cautela sul Vincolo UE)

Il vincolo Made in UE è ancora formalmente in vigore nella legge, anche se la rimozione è annunciata con retroattività. Se il tuo fornitore è extra-UE, ottieni dalla sua documentazione le informazioni sull'origine del bene (trasformazione sostanziale secondo il Codice Doganale UE) in modo da poterla usare per la perizia — oppure verifica che rientri nei criteri UE tramite la catena di certificazione del produttore. La retroattività annunciata dal MEF copre gli investimenti dal 1/1/2026.

Documenta l'Interconnessione Prima del Collaudo

L'interconnessione al sistema aziendale di gestione della produzione deve avvenire prima che si completi l'investimento — e deve essere documentabile in sede di perizia. Non installare beni 4.0 come sistemi “stand alone” pensando di interconnetterli in un secondo momento: l'interconnessione è un requisito dell'investimento, non un'opzione successiva.

Strategie di Cumulo: Come Massimizzare il Beneficio Combinando Più Strumenti

L'iperammortamento è cumulabile con la Nuova Sabatini e con la ZES Unica Mezzogiorno, purché il cumulo non superi il costo dell'investimento. La combinazione corretta dipende dalla sede dell'impresa, dalla tipologia di investimento e dalla struttura fiscale.

Strumento B Cumulabile con Iperammortamento? Nota operativa
Nuova Sabatini 2026 ✓ Sì La Sabatini eroga contributo in conto interessi sul finanziamento bancario, l'iperammortamento agisce sulla deduzione fiscale. Combinazione standard per la maggior parte delle PMI. La base di calcolo dell'iperammortamento è assunta al netto del contributo ricevuto.
ZES Unica + Nuova Sabatini ✓ Triplo cumulo al Sud La combinazione più potente disponibile nel 2026. Per le imprese al Mezzogiorno: iperammortamento (deduzione IRES) + ZES Unica (credito d'imposta fino al 60-75%) + Sabatini (contributo interessi). Recupero effettivo potenzialmente superiore al 70% dell'investimento.
Patent Box ✓ Sì Agevolano tipologie di costo diverse (strumentale vs R&S su IP). Non interferiscono.
Conto Termico 3.0 ✓ Sì (con rettifica) Se il bene riceve il Conto Termico, la base di calcolo dell'iperammortamento è ridotta del contributo GSE ricevuto (principio di non doppio finanziamento della stessa quota di costo).
Credito d'imposta T4.0 (per gli stessi beni) ✗ No Divieto esplicito per i medesimi beni (L. 199/2025, comma 427). Per i beni prenotati T4.0 con acconto ≥20% entro 31/12/2025 e completamento entro 30/06/2026, si sceglie il regime T4.0. Non si può stare su entrambi.
Credito d'imposta T5.0 (residuo già ottenuto) ✓ Su beni diversi Le rate residue del credito T5.0 già maturato (su beni completati nel 2024-2025) proseguono normalmente in F24 e non interferiscono con l'iperammortamento su nuovi investimenti 2026.

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Con la prima fascia al 180% e quasi tre anni di piano davanti, il 2026-2028 è la finestra più favorevole degli ultimi anni per investire in beni strumentali 4.0. CSI calcola il beneficio effettivo sul tuo investimento specifico e identifica la combinazione ottimale con Sabatini e ZES.

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Chi Può Accedere e Chi è Escluso: Beneficiari e Condizioni

✓ Chi Può Accedere all'Iperammortamento 2026

  • Tutte le imprese titolari di reddito d'impresa — SRL, SPA, SNC, SAS, imprese individuali, stabili organizzazioni in Italia di soggetti esteri. Nessuna distinzione per dimensione o settore
  • Imprese regolari con DURC in regola e nel rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro
  • Imprese in utile fiscale (per poter fruire della deduzione maggiorata) — o in perdita (il beneficio si rinvia agli esercizi successivi)
  • ESCo certificate che realizzano investimenti presso l'azienda cliente — possono fruire dell'agevolazione in alternativa all'impresa beneficiaria

⚠️ Chi è Escluso

  • Imprese agricole — escluse dalla disciplina ordinaria (per loro esiste un credito d'imposta del 40% separato, introdotto dalla stessa LdB 2026)
  • Imprese in liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa o concordato preventivo senza continuità aziendale
  • Imprese destinatarie di sanzioni interdittive
  • Liberi professionisti e lavoratori autonomi senza reddito d'impresa

Domande Frequenti — Nuovo Iperammortamento 2026-2028

Cos'è il Nuovo Iperammortamento 2026 e come funziona?

Il Nuovo Iperammortamento è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, commi 427-436) in sostituzione dei crediti d'imposta Transizione 4.0 e 5.0. Consente di maggiorare il costo fiscale dei beni strumentali 4.0 (Allegati IV e V) del 180% per investimenti fino a €2,5M, del 100% per la fascia €2,5-10M, del 50% per la fascia €10-20M. Le quote di ammortamento più alte riducono la base imponibile IRES/IRPEF nel tempo. Non è un credito in F24 — è una deduzione maggiorata distribuita lungo la vita utile del bene.

Qual è la differenza con i crediti d'imposta T4.0 e T5.0?

I crediti T4.0 e T5.0 erano compensabili in F24 quasi immediatamente (effetto quasi istantaneo sulla liquidità) e non richiedevano capienza fiscale. L'iperammortamento produce una deduzione maggiorata distribuita nel tempo, richiede reddito imponibile capiente, ma ha aliquote nominali più elevate sulla prima fascia (180% vs 20% di T4.0 nel 2025) e non ha rischio di esaurimento fondi. Avvantaggia le imprese con utili stabili e investimenti nella fascia PMI (sotto €2,5M).

Quali beni rientrano nel Nuovo Iperammortamento 2026?

I beni elencati negli Allegati IV (materiali) e V (immateriali) della LdB 2026. Le novità principali rispetto ai vecchi Allegati A e B includono: infrastrutture HPC e edge computing per IA, AI generativa e LLM, piattaforme MLOps, sistemi di cybersecurity OT/IT (IEC 62443), 5G industriale, esoscheletri, Digital Product Passport. Il software 4.0 è ora agevolabile alla stessa aliquota dell'hardware — novità assoluta. Tutti i beni devono essere interconnessi al sistema aziendale.

Il Nuovo Iperammortamento 2026 ha il vincolo Made in UE?

La legge originale (comma 427) prevede che i beni siano prodotti in UE/SEE. Tuttavia, il MEF con il comunicato stampa n. 13 del 12 marzo 2026 ha annunciato l'imminente soppressione di questa clausola tramite un provvedimento normativo che sarà retroattivo al 1° gennaio 2026. A marzo 2026 il decreto formale non è ancora in GU, ma la garanzia di retroattività è stata data ufficialmente. Le imprese che hanno acquistato beni extra-UE possono procedere.

Come si calcola il risparmio fiscale con il Nuovo Iperammortamento?

Formula: costo bene × maggiorazione (es. 180%) = maggiorazione totale. Questa si divide per gli anni di vita utile fiscale del bene → deduzione extra annua. Risparmio IRES annuo = deduzione extra × 24%. Esempio: bene €600K, vita utile 10 anni, aliquota 180%. Maggiorazione €1.080.000 / 10 anni = €108.000 deduzione extra/anno × 24% = €25.920 risparmio IRES annuo. Totale 10 anni: €259.200.

Posso procedere con gli investimenti ora anche se il decreto attuativo non è ancora pubblicato?

Sì. Gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 sono già agevolabili in base alla norma primaria (L. 199/2025). Il decreto attuativo definisce le modalità operative della piattaforma GSE — ma non determina l'agevolabilità dell'investimento. L'interpretazione dei commentatori è che le comunicazioni al GSE potranno essere inviate retroattivamente. Procedi con gli investimenti, conserva tutta la documentazione (fatture con riferimento normativo, contratti, preventivi), e preparati a fare le comunicazioni GSE appena la piattaforma sarà attiva.

Il Nuovo Iperammortamento è cumulabile con la Nuova Sabatini?

Sì — è cumulabile con la Nuova Sabatini, la ZES Unica Mezzogiorno e il Patent Box. Non è cumulabile con il credito d'imposta T4.0 per i medesimi beni. La combinazione più potente per le imprese al Sud è il triplo cumulo: iperammortamento (deduzione IRES) + ZES Unica (credito d'imposta) + Nuova Sabatini (contributo interessi), con recupero complessivo potenzialmente superiore al 70% dell'investimento.

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Fasi e restrizioni della liquidazione volontaria

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16 Maggio 2024

Come funziona la liquidazione volontaria La liquidazione volontaria è una procedura che una società può intraprendere per chiudere le proprie attività in modo ordinato e liquidare i propri beni. Questo processo può essere avviato dagli amministratori della società o su richiesta degli azionisti. Durante la liquidazione volontaria, la società cessa di svolgere la propria attività

Opportunità Tax free zone in Albania

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26 Novembre 2022

L'Abania è uno stato vicino all'Italia e grazie alla ottima posizione geografica e alla pianificazione fiscale dello stato vi dà l'opportunità di spostare i vostri affari in un paese dove la tassazione è non solo inferiore a quella italiana, ma anche la mano d'opera costa molto meno. Lo studio AZETA Consulting con cui collaboriamo vi

I modelli di digital B2b e i benefici

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7 Aprile 2022

Il Digital B2b in Italia Il Digital B2b è la revisione, in chiave digitale, del modo in cui un’organizzazione “funziona” e si relaziona con i partner di business appartenenti alla propria supply chain di riferimento. Non è, quindi, sinonimo di “vendite online”, ma deve piuttosto intendersi come un modo più efficiente per organizzare l’azienda, prevedendo

L’eCommerce B2b attraverso diverse soluzioni tecnologiche

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4 Aprile 2022

Il Digital B2b Il Digital B2b – inteso come ripensamento in chiave digitale del modo in cui un’organizzazione funziona e si relaziona con i partner di business – è oggi elemento essenziale per una maggiore competitività delle imprese e, ancor più, dell’intero sistema Paese. Non solo agevola, ma, in alcuni casi, addirittura abilita la possibilità

La fatturazione elettronica e la conservazione sostitutiva

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1 Aprile 2022

L’obbligo di fatturazione elettronica B2b L'obbligo di Fatturazione Elettronica tra privati è in vigore dal 1° gennaio 2019 e rappresenta l'estensione dell’obbligo limitato ai rapporti con le PA (in vigore dal 2015). Dopo le pubbliche amministrazioni, la Fattura Elettronica è quindi realtà per tutte le imprese e i liberi professionisti. Dei 5 milioni di Partite

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