Cosa sono le Reti distributive e come funzionano per sviluppare al meglio il tuo ecommerce?

28 Marzo 2022

Il processo di progettazione della rete distributiva per un’iniziativa eCommerce prevede, di massima, due macro-fasi.

  • Prima macro-fase
  • Seconda macro-fase

Prima macro-fase

La prima macro-fase consiste nella comprensione e descrizione del problema distributivo, ossia dei quattro elementi fondamentali che descrivono la complessità da affrontare nella distribuzione dei prodotti.  

Il primo è rappresentato dai punti di origine – ovvero i fornitori – in termini di numero, localizzazione e livello di specializzazione (reperibilità di un prodotto in un unico punto o in più punti). 

Il secondo sono i punti di destinazione – ovvero i clienti – in termini di numero, localizzazione, frequenza di riordino e dimensione dell’ordine. I clienti sono in numero molto maggiore rispetto ai punti origine, sono distribuiti nell’area da servire e ordinano piccole quantità (uno o comunque pochi prodotti per ordine) con frequenza molto diversa a seconda delle abitudini. 

Il terzo elemento è rappresentato dai prodotti gestiti, in termini di gamma, valore, densità di peso e obsolescenza. 

Tutti questi fattori hanno un ruolo decisivo nell’influenzare i costi di mantenimento a scorta e dipendono fortemente dal settore merceologico considerato: nell’abbigliamento e nell’informatica ad esempio, valore, obsolescenza e gamma sono molto elevati, e comportano un elevato del costo di mantenimento a scorta. 

Il quarto punto è il livello di servizio che si vuole offrire, in termini di tempo ciclo, puntualità e completezza. Nell’eCommerce, oggi, il livello di servizio è particolarmente significativo e i tempi di consegna attesi sono in molti casi nell’ordine delle 24-48 ore.

Seconda macro-fase

La seconda macro-fase affronta in maniera sequenziale le decisioni relative al disegno della rete, con l’obiettivo di definirne la struttura più adeguata rispetto al problema distributivo descritto.

Già dal disegno della rete distributiva, è importante considerare separatamente due casi, quello delle dot com pure player, ovvero le imprese che operano solo online, e quello delle imprese tradizionali, che affiancano un sito di e-commerce al canale tradizionale.

Caso operatore online puro

Per una dot com pure player i punti di origine sono spesso molti (da diverse centinaia a decine di migliaia), non concentrati in un’unica aerea, ma distribuiti e mediamente focalizzati. 

Per progettare correttamente una rete distributiva, bisogna porsi almeno tre domande:

  1. è utile avere un primo livello della rete? Inserire un livello di magazzini che si interpone tra i fornitori e i clienti è utile nel caso in cui si voglia raggiungere almeno uno dei tre obiettivi seguenti: ridurre i costi di trasporto, aumentare la velocità di consegna (avvicinandosi ai clienti) o aumentare il livello di completezza della gamma (aggregando prodotti diversi provenienti da fornitori differenti).
    Per un operatore online, la risposta a questa domanda è decisamente sì, perché devono essere conseguiti tutti e tre gli obiettivi. Il primo livello della rete serve per razionalizzare i trasporti, in un contesto in cui devono essere consegnati singoli prodotti a casa dei clienti; serve per garantire completezza di gamma, vista la numerosità e il livello di focalizzazione dei fornitori; infine serve per avvicinarsi con la scorta ai clienti e ridurre così il tempo ciclo, ordine, consegna. 

2. La seconda domanda da porsi, appurata la necessità di un primo livello della rete, è: quanti magazzini nel primo livello della rete?
Per rispondere serve analizzare il trade-off tra costi di mantenimento a scorta e costi di trasporto.  Un maggior numero di magazzini genera maggiori costi di mantenimento a scorta, per via dell’incremento delle scorte di sicurezza complessivamente nel sistema, e una diminuzione dei costi di trasporto, grazie ad un avvicinamento ai clienti che consente di ridurre la distanza da percorrere per le consegne. La situazione può essere molto diversa a seconda del settore merceologico, ma per una dot com generalista oppure focalizzata in settori come l’abbigliamento o l’informatica ed elettronica di consumo (che, come detto, sono caratterizzati da alta gamma, alto valore e elevata obsolescenza), i costi di mantenimento a scorta diventano significativi almeno tanto quanto i costi di trasporto (vista la difficoltà nel consegnare un singolo prodotto a casa del cliente). In questo caso sembrerebbe opportuno un numero limitato di magazzini (1 o 2 per servire ad esempio tutta l’Europa). L’elemento che però spinge ad avere un numero elevato di depositi (almeno uno per nazione servita) è il tempo ciclo ordine consegna, che richiede un’alta capillarità, per garantire un elevato livello di servizio con tempi di consegna di 24-48 ore.

3. L’ultima questione da affrontare è: serve un secondo livello della rete? Se sì, è opportuno avere magazzini con scorta o transit point (ossia centri di smistamento senza scorte)? Il secondo livello della rete serve quando è necessario ridurre ulteriormente i costi di trasporto.
Nel caso di un pure player, vista la complessità del problema, è importante ridurre i costi di trasporto. Il secondo livello è inoltre necessario quando si vuole ridurre ulteriormente il tempo ciclo. Tale elemento non sempre è necessario. Se non serve ridurre il tempo ciclo è sufficiente avere dei transit point, quasi sempre gestiti da un corriere espresso che effettua la consegna dell’ultimo miglio. Se invece il tempo ciclo è particolarmente ridotto (ad esempio poche ore) servono dei magazzini periferici con scorta in prossimità dell’area (città) da servire.

Caso retailer tradizionale che attiva un canale di e-commerce.

Se il retailer tradizionale decide di avviare un canale online, i principi e i passi da seguire per la progettazione della rete distributiva sono gli stessi illustrati per il caso di un pure online player (descrizione del problema distributivo e risposta alle tre domande). Tuttavia, vi sono alcune differenze che risiedono nelle possibili sinergie con la rete già esistente, fatta tipicamente da uno (o più) magazzini al primo livello che serve i negozi fisici (dove il cliente finale può recarsi per effettuare i suoi acquisti). 

In particolare, le sinergie possono riguardare la condivisione sia dei magazzini al primo livello della rete, tipicamente con un’area di picking dedicata all’eCommerce all’interno del magazzino, sia dei negozi. Questi ultimi possono essere utilizzati sia per l’allestimento dell’ordine (con condivisione della scorta presente al loro interno) sia per il ritiro della merce (ad esempio con la modalità click&collect). Molti retailer, soprattutto nella gdo, allestiscono gli ordini eCommerce nei punti vendita, sia italiani sia internazionali. Altri, invece, ricreano dei magazzini locali che riproducono perfettamente la struttura di un supermercato tradizionale. 

 

Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.
Nome e cognome
Fai clic o trascina i file su quest'area per caricarli. You can upload up to 3 files.
Inserisci la visura camerale della tua azienda e l'ultimo bilancio se li hai
Caselle di Spunta
Autorizzo ai sensi Art. 13 GDPR – Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (UE/2016/679) il trattamento dei dati personali trasmessi.
 
 
 
 
 
 
 

i nostri ultimi posts

Contributi a Fondo Perduto 2026 per PMI: Guida Settore per Settore

19 Marzo 2026

← PNRR & Finanza Agevolata 2026 › Fondo Perduto PMI 2026 🟠 Articolo del silo PNRR & Finanza Agevolata 2026. Per strumenti specifici: Calendario scadenze aggiornato → Ogni anno vengono messi a disposizione delle PMI italiane miliardi di euro in contributi a fondo perduto, crediti d'imposta e finanziamenti agevolati — e ogni anno la maggior

Patent Box 2026: Come Detassare Brevetti, Software e Marchi con il 110%

19 Marzo 2026

← PNRR & Finanza Agevolata 2026 › Patent Box 2026 🟠 Articolo del silo PNRR & Finanza Agevolata 2026. Per il quadro completo degli incentivi: Bandi aperti e scadenze → Ogni anno migliaia di PMI italiane che sviluppano software, ottengono brevetti o registrano design non sanno di poter dedurre ai fini fiscali il 210% delle

Transizione 4.0: Crediti d’Imposta — Cosa Rimane nel 2026

18 Marzo 2026

← PNRR & Finanza Agevolata 2026 › Transizione 4.0 — Crediti Residui 2026 🟠 Articolo tecnico-operativo del silo PNRR & Finanza Agevolata 2026. Per il quadro completo degli strumenti 2026: Bandi aperti e scadenze → ⏰ Scadenza Critica: 31 Marzo 2026 Il MIMIT ha prorogato al 31 marzo 2026 il termine per l'invio delle comunicazioni

Nuova Sabatini 2026: Finanziamento Agevolato per Macchinari e Impianti

18 Marzo 2026

← PNRR & Finanza Agevolata 2026 › Nuova Sabatini 2026 🟠 Articolo del silo PNRR & Finanza Agevolata 2026. Per il quadro completo degli incentivi: Bandi aperti e scadenze → La Nuova Sabatini è attiva ininterrottamente dal 2013. Non ha mai avuto un click day che la esaurisca in ore, non richiede certificazioni energetiche, non

SIMEST 2026: Come Finanziare l’Internazionalizzazione della Tua PMI 

18 Marzo 2026

← PNRR & Finanza Agevolata 2026 › SIMEST Fondo 394 — Internazionalizzazione PMI 🟠 Articolo del silo PNRR & Finanza Agevolata 2026. Per il quadro completo degli incentivi attivi: Bandi aperti e scadenze → SIMEST Fondo 394 non ha un click day. Non si esaurisce in tre ore come T5.0. Non richiede di calcolare risparmi

Nuovo Iperammortamento 2026-2028: la Guida per le PMI 

18 Marzo 2026

← PNRR & Finanza Agevolata 2026 › Nuovo Iperammortamento 2026-2028 🟢 Aggiornamento — 12 Marzo 2026 Il MEF ha pubblicato il comunicato stampa n. 13 confermando l'imminente soppressione del vincolo «Made in UE» che limitava l'iperammortamento ai beni prodotti in Europa. Il provvedimento di modifica normativa è in preparazione — il decreto fiscale atteso al

PNRR 2026 per PMI: Bandi Ancora Aperti e Scadenze

17 Marzo 2026

← PNRR & Finanza Agevolata 2026: Guida Completa › Bandi Aperti e Scadenze 2026 🟠 Questo articolo fa parte della Guida Completa PNRR & Finanza Agevolata 2026 di CSI. Per ogni strumento, consulta le guide di approfondimento dedicate ai cluster correlati. Il PNRR si chiude il 30 giugno 2026. Non è un'altra scadenza che slitta:

Quali sono gli adeguati assetti che deve mettere in campo l’amministratore?

16 Marzo 2026

← Guida Crisi d'Impresa 2026 › Adeguati Assetti Art. 2086 📘 Questo articolo fa parte della Guida Definitiva alla Crisi d'Impresa 2026. Se vuoi il quadro completo degli strumenti CCII disponibili per l'amministratore, inizia dalla guida madre. L'Art. 2086, secondo comma, del Codice Civile non è una norma di principio: è la norma che espone

Come funziona l’esdebitazione dai debiti dell’imprenditore

Come funziona l’esdebitazione dai debiti dell’imprenditore

15 Marzo 2026

← Guida Crisi d'Impresa 2026 › Esdebitazione dell'Imprenditore 📘 Questo articolo fa parte della Guida Definitiva alla Crisi d'Impresa 2026 di CSI. Se vuoi il quadro completo degli strumenti CCII — dalla Composizione Negoziata al Concordato — inizia dalla guida madre. L'esdebitazione è il meccanismo con cui il CCII consente all'imprenditore di liberarsi definitivamente dai

5 Strategie per l’Esdebitazione Legale per Debitori fino a 50.000 Euro: Piano di Liberazione Definitiva dai Debiti

5 Strategie per l’Esdebitazione Legale per Debitori fino a 50.000 Euro: Piano di Liberazione Definitiva dai Debiti

15 Marzo 2026

← Guida Crisi d'Impresa 2026 › Esdebitazione dell'Imprenditore Sai che ogni anno oltre 15.000 persone ottengono l'esdebitazione legale ma il 70% non conosce questa possibilità? Mentre leggi queste righe, migliaia di debitori stanno vivendo l'incubo di non riuscire più a dormire la notte, tormentati dalla pressione costante dei creditori e dalla paura di perdere tutto

Previous