Concordato Preventivo

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Il concordato preventivo è la procedura concorsuale del CCII progettata per chi ha già superato la fase in cui la Composizione Negoziata era sufficiente. Questa guida spiega come funziona nel 2026, quando è la scelta giusta rispetto agli altri strumenti, come si presenta la domanda e come il cram down fiscale cambia i rapporti con l'Erario. Aggiornata con il Terzo Decreto Correttivo D.Lgs. 136/2024.

📊 Concordato Preventivo in Italia — Il Quadro 2026

Nel 2026, il concordato preventivo è uno degli strumenti più potenti del Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (CCII) — ma anche quello più spesso attivato tardi. Ogni anno in Italia vengono depositate migliaia di domande di concordato, ma solo una parte viene omologata con successo. La differenza tra chi ottiene l'omologa e chi viene convertito in liquidazione giudiziale è quasi sempre una sola cosa: la qualità del piano presentato e il momento in cui è stato depositato.

Il Terzo Decreto Correttivo (D.Lgs. 136/2024), in vigore dal 28 settembre 2024, ha introdotto modifiche sostanziali: nuove regole sul cram down fiscale, chiarimenti sul concordato in continuità indiretta, e una revisione del perimetro del concordato semplificato. Questa guida incorpora tutte le novità.

Cos'è il Concordato Preventivo e Quando È lo Strumento Giusto

Il concordato preventivo è una procedura concorsuale regolata dagli artt. 84-120 CCII che consente all'imprenditore in stato di crisi o di insolvenza di proporre ai propri creditori un piano di soddisfacimento alternativo alla liquidazione giudiziale. A differenza della Composizione Negoziata — che è stragiudiziale e riservata — il concordato è una procedura pubblica, giudiziale, con effetti vincolanti su tutti i creditori, inclusi quelli che votano contro.

Questa caratteristica è al tempo stesso il suo principale limite e il suo principale vantaggio: vincola i dissenzienti, ma espone l'impresa alla pubblicità del Registro delle Imprese.

⚖️ Concordato Preventivo o Composizione Negoziata — Quando Scegliere Cosa

🤝 Composizione Negoziata

Crisi ancora reversibile. Accordi volontari raggiungibili con i creditori principali. Riservatezza prioritaria. Nessun creditore "ostile" con potere di blocco. Esposizione verso il Fisco limitata. Fase: crisi probabile.

⚖️ Concordato Preventivo

CNC non ha prodotto risultati. Creditori dissenzienti da vincolare coattivamente. Esposizione fiscale predominante (cram down disponibile). Piano di continuità che richiede certezza giuridica erga omnes. Fase: crisi conclamata o insolvenza.

Il concordato preventivo non esclude un precedente tentativo di Composizione Negoziata — anzi, nella prassi i due strumenti vengono spesso utilizzati in sequenza. Chi ha già attivato la CNC e non ha raggiunto l'accordo ha una base documentale (piano finanziario, rapporto dell'esperto) che accelera enormemente la fase di predisposizione del concordato.

Le Due Tipologie: Concordato in Continuità e Concordato Liquidatorio

Il CCII distingue due tipologie principali di concordato preventivo, con requisiti, regole di voto e garanzie di soddisfacimento significativamente diversi. La scelta tra le due — o la combinazione di elementi di entrambe — è una delle decisioni strategiche più rilevanti nella costruzione del piano.

Aspetto Concordato in Continuità (art. 84 CCII) Concordato Liquidatorio (art. 84 co.4 CCII)
Definizione Prosecuzione dell'attività d'impresa, diretta o indiretta (tramite affitto/cessione che garantisce continuità) Cessione integrale del patrimonio aziendale per soddisfacimento dei creditori
Soddisfacimento creditori chirografari Nessun minimo percentuale fissato per legge — il piano deve essere "conveniente" rispetto alla liquidazione Minimo 20% dei crediti chirografari (regola generale) + apporto esterno ≥ 10% del passivo
Apporto risorse esterne Non obbligatorio (ma frequente per finanziare il piano) Obbligatorio: almeno 10% del valore del passivo da soggetti non soci
Contratti pendenti Il debitore può sciogliersi o sospendere i contratti pendenti previa autorizzazione del Tribunale I contratti in corso vengono tendenzialmente ceduti o risolti con liquidazione
Dipendenti Tendenzialmente conservati nella continuità; procedure CIGS/CIG attivabili durante la procedura Trattamento come creditori privilegiati; TFR prioritario nella liquidazione
Cram down fiscale Disponibile Disponibile
Quando preferirlo Azienda con valore avviamento, clientela fidelizzata, know-how non trasferibile con liquidazione Patrimonio immobiliare o strumentale significativo; assenza di prospettive di continuità credibili

Il Concordato in Continuità Indiretta

Il Terzo Correttivo ha chiarito il perimetro del concordato in continuità indiretta: si ha continuità indiretta quando l'azienda o un suo ramo viene ceduta o affittata a un soggetto terzo che si impegna a proseguire l'attività, mantenendo almeno una parte dei dipendenti. In questo caso, il cedente beneficia delle stesse tutele del concordato in continuità diretta — incluso il regime delle azioni revocatorie e i pagamenti autorizzati durante la procedura.

📋 Il Concordato Semplificato (Art. 25-sexies CCII) — Quando si Applica

Il concordato semplificato è accessibile solo a chi ha già tentato la Composizione Negoziata senza successo. Prevede tempi più rapidi (il Tribunale omologa senza votazione dei creditori) ma con un vincolo stringente: la proposta deve essere migliorativa rispetto alla liquidazione giudiziale per tutti i creditori. Il commissario giudiziale viene nominato immediatamente. Non è disponibile per chi non ha percorso la CNC.

La Procedura Step by Step: Dal Deposito all'Omologazione

La procedura del concordato preventivo si articola in fasi distinte, ciascuna con termini perentori e adempimenti specifici. Il rispetto dei tempi non è solo una questione formale — in molti casi determina il successo o il fallimento dell'intera operazione.

Fase 1 — Da 0 a 30 giorni
Domanda di Concordato con Riserva (Pre-concordato)

Il debitore deposita al Tribunale competente una domanda "con riserva" di presentare entro un termine (60-120 giorni, prorogabile fino a 180) il piano definitivo. La domanda con riserva attiva immediatamente le misure protettive automatiche: stop a pignoramenti, azioni esecutive e istanze di liquidazione giudiziale. Non è ancora necessario allegare il piano completo — solo la documentazione di base.

Fase 2 — Da 30 a 120 giorni
Elaborazione e Deposito del Piano Definitivo

Entro il termine concesso dal Tribunale, il debitore deposita il piano definitivo corredato da: attestazione del professionista indipendente sulla veridicità dei dati e sulla fattibilità del piano (art. 87 CCII), relazione del commissario giudiziale (se già nominato), proposta di soddisfacimento dei creditori per classe, e documentazione contabile aggiornata. Il piano è il cuore della procedura — deve essere analitico, credibile e basato su proiezioni conservative.

Fase 3 — Da 120 a 240 giorni
Ammissione, Nomina del Commissario e Votazione

Il Tribunale verifica i presupposti formali e ammette il debitore alla procedura, nominando il Commissario Giudiziale. Il Commissario redige la relazione ai creditori con il parere sulla proposta e il confronto con la liquidazione. I creditori votano sulla proposta: serve l'approvazione di tanti creditori che rappresentino la maggioranza dei crediti ammessi al voto (in un unico scrutinio senza classi) oppure le maggioranze di classe (più di metà delle classi, una delle quali di creditori privilegiati).

Fase 4 — Da 240 a 360 giorni
Udienza di Omologazione e Cram Down

Il Tribunale fissa l'udienza di omologazione. I creditori dissenzienti possono proporre opposizione. In assenza di opposizioni o se le opposizioni vengono respinte, il Tribunale omologa il concordato con decreto. In presenza del voto contrario del Fisco o di una classe di creditori, il Tribunale può applicare il cram down se le condizioni di legge sono soddisfatte.

Fase 5 — Da 1 a 5 anni
Esecuzione del Piano e Chiusura

Il piano viene eseguito sotto la supervisione del Commissario Giudiziale (o del Liquidatore Giudiziale nel concordato liquidatorio). I pagamenti ai creditori avvengono secondo il piano omologato. Completato il piano, il Tribunale dichiara la chiusura della procedura. L'imprenditore è liberato dai debiti concordatari rimasti insoddisfatti.

Documenti Necessari per la Domanda di Concordato

La completezza documentale al momento del deposito è determinante per l'ammissione. Il Tribunale rigetta o sospende le domande incomplete — con conseguente perdita delle misure protettive già attivate. Questa è la lista minima.

📄 Documentazione Obbligatoria — Art. 39 e 87 CCII

  • Bilanci degli ultimi tre esercizi — approvati e depositati al Registro delle Imprese
  • Situazione contabile aggiornata — non più vecchia di 60 giorni dalla data del deposito
  • Elenco analitico dei creditori — con indicazione del credito per ciascuno, diviso per categoria (privilegiati, chirografari, subordinati)
  • Elenco dei titolari di diritti reali sui beni — proprietari di immobili, leasing, fideiussioni attive
  • Certificato dei debiti tributari — rilasciato dall'Agenzia delle Entrate per ogni Ufficio competente
  • Certificato dei debiti previdenziali — rilasciato da INPS, INAIL, e altri enti previdenziali
  • Piano di concordato (per la domanda definitiva) — con attestazione del professionista indipendente ai sensi dell'art. 87 CCII
  • Relazione sulla crisi — cause, evoluzione e motivi dell'accesso alla procedura
  • Estratti delle scritture contabili — mastri dei conti principali, registro IVA, libro giornale
  • Contratti bancari e finanziari — con evidenza del debito residuo aggiornato per ciascuno

Come Si Costruisce un Piano di Concordato Credibile

Il piano di concordato è il documento che determina l'esito dell'intera procedura. Un piano mal costruito viene rigettato in omologazione o, peggio, genera opposizioni dei creditori che allungano e appesantiscono la procedura. Un piano ben costruito convince il Commissario, supera le opposizioni e ottiene l'omologa anche con creditori dissenzienti.

Il piano deve contenere tre elementi fondamentali che spesso mancano nelle versioni presentate senza assistenza professionale adeguata:

⚠️ I 3 Errori Fatali nei Piani di Concordato

  • Proiezioni ottimistiche non supportate da dati storici. Il Tribunale e il Commissario verificano la coerenza tra le ipotesi di piano e i risultati degli ultimi 3 anni. Proiezioni di crescita del fatturato superiori al trend storico richiedono giustificazioni concrete (contratti già firmati, ordini in portafoglio, nuovi mercati documentati)
  • Sottostima del fabbisogno di liquidità durante la procedura. Il piano deve includere il finanziamento del circolante durante la fase di esecuzione, non solo il rimborso del debito concordatario. Molti piani saltano per crisi di cassa operative non previste
  • Classi di creditori mal strutturate. La classificazione dei creditori in classi omogenee per posizione giuridica e interessi economici è obbligatoria nel concordato in continuità. Classi mal strutturate vengono contestate in omologazione con effetti potenzialmente bloccanti

Il Cram Down Fiscale nel Concordato Preventivo 2026

Il cram down fiscale è uno degli strumenti più rilevanti introdotti dal CCII per sbloccare le procedure concorsuali in cui l'opposizione dell'Erario bloccava ingiustificatamente il risanamento dell'impresa. Il meccanismo consente al Tribunale di omologare il concordato sostituendo il voto mancante o contrario dell'Agenzia delle Entrate, dell'INPS o dell'Agente della riscossione, quando il dissenso non è economicamente giustificato.

Transazione Fiscale nel Concordato: Come Funziona

In parallelo al concordato, o in sostituzione del cram down quando l'accordo con il Fisco è raggiungibile, è possibile attivare la transazione fiscale (art. 88 CCII). La transazione fiscale consente di proporre all'Erario il pagamento parziale o dilazionato dei debiti tributari nell'ambito del piano di concordato.

Tipo di Credito Fiscale Falcidia Ammissibile Note
IVA Sì — falcidia ammessa Dal 2019 (superamento dell'orientamento contrario della CGUE). Richiede il test di convenienza comparativa
Ritenute non versate Sì — falcidia ammessa Stesso regime dell'IVA dopo l'allineamento giurisprudenziale
IRES / IRPEF / IRAP Sì — falcidia ammessa Proposta deve essere superiore alla liquidazione
Contributi INPS Sì — falcidia ammessa INPS trattato come creditore privilegiato — test convenienza obbligatorio
Sanzioni e interessi Sì — riducibili fino al minimo di legge Le sanzioni sono in ogni caso chirografarie e riducibili significativamente

Concordato Preventivo e Patrimonio Personale dell'Amministratore

Il concordato preventivo protegge il patrimonio della società bloccando le azioni esecutive dei creditori. Ma l'amministratore e i soci che hanno prestato fideiussioni personali restano esposti — il blocco delle esecuzioni riguarda il debitore principale (la società), non i garanti personali.

Questo è uno dei punti tecnici più critici che emergono nella gestione del concordato e che richiede un presidio specifico fin dalla fase di pre-concordato. Ci sono tre strade percorribili:

Negoziazione diretta del rilascio delle garanzie personali

Nell'ambito del concordato, la banca accetta spesso di svincolare le fideiussioni personali in cambio di un trattamento migliorativo nel piano rispetto a quanto otterrebbero nella liquidazione. La negoziazione avviene bilateralmente con ogni istituto, parallelamente alla procedura.

Concordato del garante persona fisica

Se l'imprenditore ha prestato garanzie personali rilevanti, può accedere alle procedure di sovraindebitamento (Concordato Minore o Ristrutturazione dei Debiti del Consumatore) per gestire i debiti personali derivanti dalle escussioni delle garanzie. Le due procedure possono essere coordinate temporalmente.

Verifica della validità delle fideiussioni omnibus

Le fideiussioni omnibus (senza limite di importo) stipulate prima del 2003 o non conformi allo schema ABI del 2003 possono essere parzialmente nulle per violazione della normativa antitrust. Una verifica legale preventiva può ridurre significativamente l'esposizione personale dell'imprenditore.

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Gli Errori da Evitare Prima e Durante il Concordato

La gestione dell'impresa durante la fase pre-concordato e durante la procedura è soggetta a vincoli stringenti. Alcune condotte che in condizioni normali sarebbero lecite diventano problematiche — e in alcuni casi generano responsabilità penale.

Domande Frequenti sul Concordato Preventivo

Cos'è il concordato preventivo e chi può accedervi nel 2026?

Il concordato preventivo è la procedura concorsuale del CCII per imprenditori commerciali in crisi o insolvenza che intendono proporre ai creditori un piano alternativo alla liquidazione. Possono accedervi le imprese sopra soglia (attivo > €300.000, ricavi > €200.000, debiti > €500.000). Le imprese sotto soglia accedono al Concordato Minore. L'accesso richiede la presentazione di un piano attestato da un professionista indipendente.

Qual è la differenza tra concordato in continuità e concordato liquidatorio?

Il concordato in continuità prevede la prosecuzione dell'attività d'impresa (diretta o indiretta) e non ha soglie minime di soddisfacimento per i creditori chirografari. Il concordato liquidatorio prevede la cessione del patrimonio e richiede l'apporto di risorse esterne pari ad almeno il 10% del passivo e il soddisfacimento di almeno il 20% dei creditori chirografari. La scelta tra le due tipologie dipende dalla presenza di valore dell'avviamento e dalla credibilità delle proiezioni di continuità.

Quanto tempo dura il concordato preventivo?

La fase fino all'omologazione dura tipicamente 8-18 mesi: 2-4 mesi per l'ammissione, 30-120 giorni per la votazione, altri 2-4 mesi per l'omologazione. La fase esecutiva del piano si estende poi per 3-5 anni. Il concordato con riserva (pre-concordato) consente di ottenere subito la protezione dai creditori mentre si elabora il piano definitivo.

Cos'è il cram down fiscale e quando si applica?

Il cram down fiscale consente al Tribunale di omologare il concordato anche contro il voto contrario dell'Erario (Agenzia delle Entrate, INPS), quando il dissenso è determinante per le maggioranze e non è giustificato economicamente — cioè quando la proposta al Fisco è comunque più conveniente di quanto otterrebbe nella liquidazione giudiziale. Il Terzo Correttivo 2024 ha chiarito i requisiti applicativi nel concordato preventivo.

Il concordato preventivo protegge il patrimonio personale dell'amministratore?

Protegge il patrimonio della società, non automaticamente quello dell'amministratore garante. Le fideiussioni personali rimangono esigibili dai creditori anche durante la procedura. Per proteggere il patrimonio personale è necessario negoziare bilateralmente il rilascio delle garanzie nell'ambito del piano, o coordinare la procedura societaria con una procedura personale di sovraindebitamento.

Concordato preventivo o Composizione Negoziata: quale scegliere?

La CNC è lo strumento da preferire quando la crisi è ancora gestibile in modo riservato e i principali creditori sono disponibili a trattare volontariamente. Il concordato preventivo è necessario quando la CNC non ha prodotto risultati, quando è necessario vincolare creditori dissenzienti tramite il cram down, o quando la complessità del passivo richiede la certezza giuridica dell'omologa del Tribunale. I due strumenti possono essere usati in sequenza.

Approfondisci: Guide Correlate sulla Crisi d'Impresa

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Il concordato preventivo è spesso l'ultimo strumento disponibile prima della liquidazione giudiziale — ma è anche quello che, ben strutturato, può salvare l'azienda, i posti di lavoro e proteggere il patrimonio dell'imprenditore. Il momento giusto per attivarlo è adesso, non quando il Tribunale lo impone.

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