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Introduzione all’e-commerce e fonti del valore

L’e-commerce (o commercio elettronico) consiste nella vendita (o nell’acquisto, dipende dalla prospettiva presa, se quella del consumatore o del venditore) di prodotti e servizi tramite Internet. L’elemento discriminante che deve avvenire online perché una transazione sia considerata di e-commerce è l’ordine, e non il pagamento. Si pensi ad esempio alla spesa da supermercato effettuata online, per la quale il pagamento viene effettuato all’operatore in fase di consegna: si tratta di e-commerce perché l’ordine è stato emesso online, anche se il pagamento avviene “offline”.  Quando si parla di e-commerce, è possibile distinguere tra le cosiddette dot com pure player, ovvero le imprese che operano solo online, e le imprese tradizionali, che affiancano un sito di e-commerce al canale tradizionale. Considerando le dot com pure player, si possono distinguere tre tipologie (per ciascuna delle quali è associato un esempio relativo al mondo alimentare): i retailer, che acquisiscono la proprietà della merce e la rivedono al consumatore; un esempio di online retailer è rappresentata dal sito Tannico.com. I marketplace, che raggruppano l’offerta di diversi attori, tipicamente senza acquisire la proprietà della merce; un esempio in questo senso è la vendita di cioccolatini Kinder su Amazon marketplace. I siti delle vendite private, che organizzano vendite-evento di prodotti o servizi a prezzi generalmente molto scontati, accessibili solo agli utenti iscritti; un esempio di flash sales è la vendita di vini a prezzi molto scontati su Privalia. Considerando le aziende tradizionali, l’e-commerce può costituire una fonte di valore notevole, e in particolare può consentire: l’incremento dei ricavi,  la riduzione dei costi,  una maggiore efficacia della relazione con il cliente e  un impatto positivo sul capitale circolante e fisso. Incremento dei ricavi L’e-commerce può aumentare l’estensione del mercato, dal punto di vista sia geografico che temporale. In entrambi i casi, si consideri un negozio di prodotti fashion localizzato a Milano.Attivare un sito consentirebbe di vendere i capi non solamente ai clienti che abitano nei dintorni della città, ma anche di raggiungere – con una rete distributiva adeguata – potenziali acquirenti nelle regioni del sud Italia, che altrimenti non potrebbero comprare.Allo stesso modo, mentre le attività commerciali dello store fisico sono limitate negli orari di apertura, i clienti possono effettuare l’ordine online 24/7.L’e-commerce consente di attivare funzionalità di cross- e up-selling, in cui il cliente è invitato ad acquistare prodotti aggiuntivi rispetto a quelli a cui era inizialmente interessato.Si pensi a un cliente che effettua online l’acquisto di un cellulare: il sito, in fase di acquisto, può proporre prodotti complementari quali cover e pellicole protettive. Riduzione dei costi L’e-commerce consente la disintermediazione tra azienda e cliente.Si pensi all’acquisto di un grande elettrodomestico: se il produttore ha un sito, può effettuare la vendita direttamente al cliente, senza dover effettuare una transazione commerciale aggiuntiva che implica uno o più intermediari (ad esempio distributore e rivenditore). L’e-commerce consente di ridurre il carico di lavoro degli operatori dei negozi nella fase di informazione e pre-vendita.Si pensi a un cliente che vuole acquistare un televisore da un rivenditore di informatica ed elettronica di consumo.Se il rivenditore in questione ha un sito, … Read More

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